Il dolore
Pale eoliche, no da Italia Nostra
Gianluca Uberti
Bertoncini: spregio ambientale, c'è poco vento
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PONTREMOLI. Gli ambientalisti insorgono contro i progetti per produrre energia elettrica con i mulini a vento nell'area a cavallo fra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna. Più di cento torri eoliche contro le quali ora si muove Italia Nostra, dopo che il neonato comitato interregionale per la salvaguardia dell'Appennino tosco-ligure-emiliano ha proposto un referendum sulle "megapale". Infatti, la sezione apuo-lunense di Italia Nostra si schiera a sostegno dei vari comitati nati nei Comuni di Albareto, Borgotaro, Corniglio, Pontremoli, Tornolo e Zeri, che sarebbero entrati nel mirino delle lobby che «speculano - scrive Nello Bertoncini, referente per la Lunigiana di Italia Nostra - sulla produzione di energia eolica. L'esperienza fatta in Sicilia e Sardegna non arresta questi signori che, pur di fare cassa, non si fermano nemmeno con le inchieste giudiziarie e il carcere». «Chi ha Internet, digiti "via dal vento" - consiglia l'esponente ambientalista - e conoscerà molte cose interessanti su questo argomento». Nello Bertoncini, quindi, precisa che Italia Nostra è sempre stata favorevole alla produzione di energia pulita, «ma questa deve essere prodotta da materie esistenti in loco e nel rispetto del territorio e dell'ambiente. La Lunigiana non è terra ventosa - prosegue Bertoncini - e da vari studi eseguiti da professionisti del settore nel nostro territorio, emerge che le pale eoliche possono arrivare a dare un'efficienza massima del 15-20%. Producono energia intermittente, quindi affidarsi a loro vorrebbe dire che quando si fermano bisognerà tornare alla candela. Per farle ripartire da ferme, inoltre, hanno bisogno di un forte consumo di energia presa da altri generatori. E se nell'arco della giornata si fermassero più volte?» si chiede Bertoncini? «Esse, poi, possono lavorare fino a una velocità del vento di 25 metri al secondo, oltre la quale vanno in "bandiera", ossia velocità critica per la loro stabilità» aggiunge l'esponente ambientalista. Tornando alle lobby, a Bertoncini risulta che «queste si adoperino anche verso le scolaresche, portandole a visitare questi mostri e raccontando loro chissà quali fandonie. Le invitiamo, pertanto, come si fa a Roma coi centurioni al Colosseo, a fare trovare - ironizza Bertoncini - sotto le torri un Don Chisciotte col suo scudiero Sancho Pancha, almeno il folclore sarà al completo». In conclusione, il referente per la Lunigiana di Italia Nostra lascia da parte la vis polemica e lancia una proposta alternativa alle pale eoliche: «La Lunigiana, da possibile pattumiera, potrebbe diventare l'esempio del recupero delle sue dismesse e abbandonate discariche, installando in quei siti generatori da energia solare. Quei luoghi sono già tutti serviti da strade e vicino a linee elettriche, per cui l'impatto ambientale sarebbe inesistente».
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