Proteste
Morto uno dei cavatori ustionati
Alessandra Vivoli
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Il luogo dellincidente a Gioia Augusto Ricci si è spento dopo un'agonia lunga dieci giorni
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MASSA. Non ce l'ha fatta. Dopo dieci giorni di agonia è morto ieri mattina alle 9 e 40, nel reparto grandi ustionati dell'ospedale di Pisa, Augusto Ricci. Il cavatore massese di 48 anni sposato e padre di due figli, era rimasto gravemente ferito durante un'esplosione in cava, a Gioia, il 13 ottobre scorso. La causa del decesso sono state le gravi ustioni sul 70% del corpo, paragonabili a quelle riportate dalle vittime della strage di Viareggio. Ustioni groppo gravi: Augusto muore dopo dieci giorni di agonia. La polvere nera, con cui stava lavorando insieme al collega Angelo Morelli (tutt'ora ricoverato nel centro grandi ustionati di Pisa) li aveva traditi poco più di una settimana fa. All'improvviso si era incendiata, proprio mentre preparavano, all'interno del box prefabbricato divenuto per loro una trappola rovente, la carica per bonificare una parete di marmo. La fiammata aveva investito i due cavatori in pieno, sul volto e sul torace. Le ustioni erano apparse da subito gravissime. Ricci aveva riportato bruciature sul 70% del corpo, soprattutto al volto. E, a causa delle inalazioni, aveva anche grossi problemi polmonari. Un quadro clinico disperato - hanno continuato a ripetere dal reparto di Pisa dove era ricoverato - che aveva fatto ritardare di giorni l'intervento chirurgico. Proprio perché Augusto non era in condizioni di sostenere un'operazione necessaria per evitare le infezioni e le necrosi procurate dalle bruciature. Alla fine, nei giorni scorsi, l'intervento era stato effettuato. Ma il cuore del cavatore 48enne non ha retto alla gravità delle ustioni: ha cessato di battere ieri mattina. Due indagati per omicidio colposo. Un'indagine «lunga e complessa» che adesso, con la morte del cavatore Augusto Ricci, avrà un capo d'accusa preciso: omicidio colposo, aggravato falla violazione delle norme antinfortunistiche. A cui se ne aggiunge un altro: per lesioni gravissime. Quelle riportate dal cavatore ferito durante l'esplosione. Sul registro degli indagati il presidente della cooperativa Gioia e il responsabile dei lavori nel momento in cui si è verificata quella accidentale esplosione che è costata la vita ad Augusto Ricci. Intanto stamani sarà affidato (dal pm di turno, Federico Manotti, ma il fascicolo dell'indagine è della dottoressa Rossella Soffio) l'incarico al medico legale per effettuare l'esame autoptico sulla salma del cavatore morto. E, come annuncia dalla Procura la dottoressa Soffio, le indagini sono tutt'altro che terminate. «Ci sono ancora molte verifiche da fare ed è tutto in corso - spiega il pm Soffio - Bisognerà fare molti altri accertamenti e questa indagine è ancora ben lungi dall'essere terminata». «Intanto - conclude - procederemo con l'accertamento unico e irripetibile (l'autopsia ndc) sulla salma del cavatore morto». Per questo motivo non possono ancora essere fissati i funerali. E in cava ieri mattina nessuno ha lavorato. La notizia della morte di Augusto Ricci è arrivata in fretta. E così, a Gioia tutti hanno smesso di lavorare. Anche il presidente della cooperativa Gioia, Anselmo Ricci, è provato da quanto è successo. E non ha voglia di fare commenti. Se ne è andato un «fratello», molto più di un collega in quella cooperativa dove si conoscono tutti e tutti si chiamano per nome. «Di fronte a tragedie come questa non ci sono parole- si limita a dichiarare - Non si può dare voce a tutto il dolore che proviamo». Il dolore dei Cobas e della Progetto Carrara. I Cobas Marmo piangono la scomparsa di Augusto Ricci: «Per anni - scrivono in una nota - sostenitore della nostra organizzazione sindacale. Mekei, come affettuosamente lo chiamavamo, lascia un vuoto difficilmente riempibile. Appresa la triste notizia, i lavoratori dei bacini marmiferi si sono immediatamente fermati rispolverando il solidarismo storico dei cavatori apuani». Anche la Progetto Carrara, si stringe alla famiglia di Augusto Ricci: «Sperando che mai più accadano incidenti sul lavoro». Il cordoglio della Provincia. «La notizia della morte del giovane di Casette è arrivata proprio nel momento di massima esaltazione del nostro prodotto più prestigioso nella capitale toscana della cultura, nella cornice del Festival della Creatività - si legge nella nota del presidente della Provincia Osvaldo Angeli - La tristezza che ha provocato in tutti noi è infinita. Esprimo a nome mio e di tutta l'amministrazione le più sincere e sentite condoglianze alla famiglia di Augusto, augurandoci che il suo sacrificio serva da monito per evitare in futuro altre tragedie del genere». La commozione del sindaco Zubbani. «Per tutta la città di Carrara questo è un giorno di grave lutto - scrive il sindaco - Non è la prima volta che, nelle nostre cave, il luogo di lavoro diventa luogo di morte. Ciò serva da monito per crescere nella consapevolezza che un lavoro sicuro è diritto irrinunciabile di tutti. L'impegno delle Istituzioni si deve concretizzare nella costante promozione della cultura della sicurezza».
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