Il Tirreno

La speranza ora parla francese

Gabriele Dini
La speranza ora parla francese

Alcuni imprenditori del settore aeronautico in visita alla fabbrica

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 MASSA. La nuova speranza arriva con le luci dell'alba e parla francese. Una cordata di imprenditori arrivati d'Oltralpe sarebbe interessata all'area Eaton: la notizia è rimbalzata ieri mattina in tribunale a Massa, dove il sindaco Roberto Pucci, «tradito» dall'entusiasmo di qualche operaio, ha ammesso che alle prime luci dell'alba una cordata francese ha visitato la fabbrica, con il permesso dei lavoratori che ancora la occupano.  Il sindaco non ha voluto sbilanciarsi per non creare false speranze.  Pucci ha detto che si tratta di una azienda francese, ma non ha voluto specificare il nome.  Gli operai hanno visto il primo cittadino arrivare alla Eaton con un gruppo di persone, senza sapere chi fossero e il sindaco ha poi spiegato la situazione: «Non volevo si sapesse - ha detto - per evitare illusioni; fare i nomi è naturalmente prematuro. Posso dire che l'azienda è stata segnalata dal ministero del Lavoro che sista impegnando per trovare una soluzione a questa vicenda».  L'azienda francese si occuperebbe di componentistica soprattutto per il settore aeronautico, in particolare di motori elettrici.  Nei giorni scorsi anche il presidente della Regione Enrico Rossi ha parlato di un imprenditore interessato al sito: si tratterebbe di un progetto diverso da quello di cui ha parlato il sindaco.  Pare invece tramontata - come era già emerso nei giorni scorsi - l'ipotesi di Global Carbon, azienda che opera nella filiera del carbonio: non avrebbe trovato un partner per cofinanziare il progetto di reindustrializzazione del sito.  L'importante è adesso trovare un serio progetto industriale, e non più vaghe promesse. Il tempo stringe e la disponibilità della Eaton - come hanno spiegato i legali dell'azienda a margine dell'udienza di ieri in tribunale (a rappresentare la multinazionale in aula c'erano Agostino Pacchiana Parravicini, Marco Guasco e Angelo Ricci) - potrebbe sparire visto che alla Eaton lo stabilimento nell'attuale situazione costa circa un milione all'anno.  Il sindaco Pucci si è anche espresso sull'accordo di ieri. «In tribunale si è raggiunto un accordo sicuramente parziale, ma che intanto mette un punto ed è quello del ritiro dei licenziamenti. Certo è una decisione a tempi molto brevi - dice Pucci - ma la nostra speranza è di riuscire a convincere la multinazionale ad andare oltre le date fissate, concedendo la cassa in deroga». Secondo il sindaco, la possibilità che dopo il 12 novembre la Eaton riproponga i licenziamenti è «molto concreta».  Senza un piano di reindustrializzazione e senza interventi legislativi la volontà della Eaton è fondamentale per arrivare a una cassa integrazione in deroga: le leggi regionali non prevedono infatti la possibilità di concedere la cassa senza richiesta (e sforzo economico) da parte dell'azienda.

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