Attenzione
La Eaton ritira i licenziamenti
Gabriele Dini
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I rappresentanti delle Rsu dellazienda escono dal tribunale Trovato un accordo in tribunale: la trattativa si riapre
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MASSA. Oltre cinque ore di febbrili trattative mentre, all'esterno del tribunale, più di 400 lavoratori e studenti presidiavano la piazza. E alla fine un accordo è arrivato, con la Eaton che ha, almeno provvisoriamente, ritirato i 304 licenziamenti: ma la strada verso una soluzione è ancora lunga. Quello siglato ieri pomeriggio in tribunale davanti al giudice del lavoro Augusto Lama è un accordo importante che dà respiro, anche se per un breve periodo, ai lavoratori della Eaton e mostra la volontà dell'azienda di rendersi disponibile a nuove trattative. Ma certo il lavoro per arrivare a una soluzione definitiva è ancora lungo e adesso serve veramente trovare un nuovo progetto industriale dopo il flop di Global Carbon. Il punto più importante del verbale di conciliazione firmato dagli avvocati delle due parti in causa (da una parte la multinazionale americana, dall'altra i sindacati appoggiati dai lavoratori) riguarda il ritiro dei licenziamenti. L'azienda ha infatti accettato di revocare i provvedimenti dichiarandoli «inefficaci e privi di effetto»: una marcia indietro rispetto all'atteggiamento di intransigenza dimostrato finora. Nell'accordo i sindacati (Fiom-Cgil, Fim/Cisl e Uilm/Uil) si impegnano a promuovere un incontro con Eaton e le istituzioni per «illustrare all'azienda le nuove proposte di reindustrializzazione del sito e le connesse iniziative di sostegno anche alternative alla mobilità». In pratica per quella data - sul documento si parla del 5 novembre - ci dovrebbe essere qualche imprenditore seriamente intenzionato ad acquisire l'area dove sorgeva la fabbrica e a rilanciare la produzione (la Eaton finora pare non abbia mai avuto alcun contatto con cordate o gruppi industriali). L'azienda si è poi riservata un'altra settimana per valutare le eventuali offerte. Entro il 12 novembre la multinazionale dovrebbe dare una risposta al riguardo. I legali dei sindacati hanno spiegato il senso dei vincoli messi dall' azienda. Significa che qualora ci fosse un imprenditore capace di presentare un progetto concreto, la Eaton potrebbe anche rivedere la sua posizione sulla mobilità. «Siamo soddisfatti dell'accordo - commenta l'avvocato Giacomo Battistini, uno dei legali del sindacato - questo è il massimo che si poteva ottenere senza arrivare a una sentenza del giudice». L'accordo riporta la situazione al momento precedente all'invio delle lettere di licenziamento a fine settembre. Ma l'azienda ammonisce. «Se nulla si muoverà - dichiara però l'avvocato della Eaton Angelo Ricci - l'azienda non potrà fare altro che riavviare la procedura di licenziamento». La causa per comportamente antisindacale era stata avviata perchè, secondo il sindacato, erano state inoltrate le lettere di licenziamento senza prima una trattativa. Durante le 5 ore di discussione i lavoratori - con accanto studenti e colleghi di altre aziende - hanno pacificamente occupato la piazza davanti al tribunale. Il giudice Lama aveva anche autorizzato l'ingresso in aula, ma gli operai hanno preferito restare in strada. Poi, al momento del responso, è arrivato un applauso liberatorio. Ma la lotta va avanti.
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