Il Tirreno

«Se ne va un simbolo di Pontremoli»

Alessandra Vivoli
L’esterno del Caffè degli Svizzeri in piazza della Repubblica
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L’esterno del Caffè degli Svizzeri in piazza della Repubblica

La commozione del sindaco Gussoni: scompare un grande uomo

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 PONTREMOLI. «Se ne va un pezzo importante della nostra comunità. Scompare un grande commerciante, l'emblema di Pontremoli. Ma, soprattutto se ne va un grande uomo». Non riesce a nascondere la commozione il sindaco di Pontremoli Franco Gussoni. Anche lui, come tutto il paese, piange la morte di Giovanni Steckli, lo storico titolare del Caffè degli svizzeri.  Ha la voce spezzata il sindaco quando ricorda Giovanni Steckli, l'imprenditore di origine elvetica, ma da sempre residente a Pontremoli, ultimo erede della dinastia che per oltre 170 anni ha gestito lo storico «Caffè degli svizzeri».  Proprio nella piazza del paese. Davanti al municipio. Un nome, quello degli Steckli, che conoscono tutti. Una morte che adesso, a poche ore dalla sua scomparsa, in molti non riescono ancora a comprendere.  «Sono stato fuori tutto il giorno ho saputo solo adesso quello che è successo - dichiara Gussoni - È un grave lutto per tutta la comunità: se ne va una persona giovane che ha creduto moltissimo nelle tradizioni, nel lavoro e nelle potenzialità di Pontremoli e della Lunigiana».  Anche il presidente della Comunità Momtana, Paolo Bissoli è sotto choc. Giovanni Steckli è quasi suo coetaneo. Lo conosceva da sempre. Era suo amico oltre che suo grande estimatore.  «Giovanni era un combattente, una persona che ha mantenuto, con grande impegno e con notevoli sforzi, una tradizione importante per Pontremoli, di cui l'intera Lunigiana va fiera - sottolinea - Per capire il suo amore, la passione per il suo lavoro basti pensare che, nella pasticceria di famiglia non ha cambiato nulla: neppure quel prezioso e delicatissimo arredamento liberty che era un po' il suo fiore all'occhiello».  «Con Giovanni - prosegue con emozione Bissoli - se ne va l'ultimo erede di una dinastia che ha portato il nome della nostra terra in tutto il mondo: tutti conoscono il Caffè degli svizzeri. Ci arrivano continuamente attestazione di stima, dai turisti che lo hanno scoperto venendo a Pontremoli, da chi viene apposta per gustare i prodotti preparati secondo le ricette di una volta».  Di Giovanni Steckli parla con grande affetto- e non solo come operatore del tessuto economico produttivo del territorio - anche Mario Bertocchi, presidente della Confesercenti di Pontremoli.  «Ho saputo della morte di Giovanni proprio mentre rientravo a casa da Spezia - dice Bertocchi - Ho visto che stavano chiudendo le serrande del bar. Mi è bastato chiedere spiegazioni a un passante e ho capito la tragedia che era successa».  «Conoscevo molto bene Giovanni - continua - sia dal punto di vista personale che come operatore. Come colui che aveva portato avanti con orgoglio e dedizione una illustre tradizione di famiglia. Giovanni aveva ereditato la stessa passione dei suoi avi: aveva dato visibilità a tutta Pontremoli».  E il paese adesso piange uno dei suoi «grandi» personaggi.  «Potete chiederlo a chiunque - dichiara Bertocchi - Giovanni Steckli è stato l'emblema del tessuto commerciale di Pontremoli. Ma anche rappresentato una figura di artigiano attento alla tradizione che ha saputo coniugare l'antico con il moderno: nel mondo del commercio era un simbolo. Uno da cui prendere esempio».  «Adesso nella pasticceria in piazza della Repubblica che fa effetto vedere con le serrande chiuse a lutto - conclude il presidente di Confesercenti - resterà la moglie. A lei il compito, impegnativo, di portare avanti la tradizione di famiglia. La gloriosa storia del Caffè degli svizzeri».

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