Il Tirreno

Non ci sono i soldi, il centro prelievi è nello scantinato

<b>IL DISTRETTO.</b> Il centro prelievi in via Bassa Tambura &egrave; nel seminterratto perch&eacute; i lavori a piano terra non sono ancora conclusi
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IL DISTRETTO. Il centro prelievi in via Bassa Tambura è nel seminterratto perché i lavori a piano terra non sono ancora conclusi

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 MASSA. I primi giorni l'attenzione era focalizzata sull'emergenza: servizi da garantire e cooperative da pagare. Adesso, a più di una settimana dal commissariamento dell'Asl, all'ordine del giorno ci sono i progetti. Quello che l'azienda sanitaria si era impegnata a fare e che ora rischia di saltare. O almeno così teme chi lavora nel settore.  Il distretto di via Bassa Tambura. Certo le cose non vanno a gonfie vele al distretto di via Bassa Tambura. Il centro prelievi, da circa due anni, è finito negli scantinati. E non in senso figurato. La soluzione del seminterrato doveva essere provvisoria, in attesa di lavori al pian terreno. Fino ad un paio di anni fa, entrando al distretto, il centro prelievi era sulla sinistra, pochi passi e, a destra, era possibile mettersi in coda per prenotare o pagare una visita. Centro prelievi e cup avrebbero dovuto, per così dire, "scambiarsi di posto": l'uno sarebbe dovuto sorgere dove prima era l'altro. E per il Cup così è stato, adesso l'utente entra e lo trova alla sua sinistra: front office moderno e impiegati disponibili. Il centro prelievi, invece, non è finito dove prima si prendevano gli appuntamenti: lì i lavori non sono conclusi. La soluzione? Metterlo nel seminterrato. Un posto certo poco idoneo ad accogliere le oltre cento persone che lo affollano ogni giorno. Le finestre sono piccole e a separare la sala d'attesa dagli ambulatori sono pareti sottili o porte a soffietto. Troppo poco per garantire la privacy. Per non parlare della temperatura: afa in estate, gelo in inverno.  Ancora una volta questione di soldi. E il cantiere sarebbe bloccato per un motivo ben preciso: non ci sarebbero i soldi per pagare le ditte che devono terminare i lavori a pian terreno. Monica Guglielmi è la responsabile dei distretti, non si nasconde dietro un dito. Ammette che «la situazione è disagiata, soprattutto in vista dell'inverno. C'è un progetto per spostare il centro prelievi nell'area che prima ospitava il cup e in quel piano - puntualizza - rientra anche la sistemazione degli spazi destinati alle vaccinazioni e all'assistenza infermieristica domiciliare. Poi - ripercorre gli ultimi mesi - i lavori sono stati sospesi. Quando ne ho sollecitato la ripresa, mi è stato detto che c'erano problemi con le ditte». E chiarisce: «Mancava temporaneamente liquidità». Insomma, niente soldi. Anche se l'impegno era di riaprire il cantiere ad ottobre, quando è arrivato il commissariamento. Tutto fermo quindi, almeno per ora. C.S.

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