Il dolore
Pontremoli. Giovanni Steckli giù dal poggio nelloliveto di casa, il decesso sul colpo
Muore sotto il trattore
Sergio Mastrini
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Il recupero del corpo Tragica fine del titolare del Caffè degli Svizzeri
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PONTREMOLI. È morto travolto dai cingoli dal grosso trancia erba il 47enne Giovanni Steckli, titolare del celebre e antico Caffè degli Svizzeri, il locale in stile Liberty di Piazza della Repubblica punto di ritrovo di eccellenza per i pontremolesi e per i turisti in visita alla città. La tragica morte di Giovanni ha gettato nello sconforto e nel dolore tutti i pontremolesi e appena si è diffusa la notizia, i locali pubblici che si affacciano in piazza della Repubblica hanno abbassate le saracinesche in segno di lutto. Erano circa le 15,15 di ieri quando una signora, che come tanti cittadini di Pontremoli stava con lo sguardo in aria a seguire le evoluzioni di un elicottero che effettuava riprese aeree della città per un documentario, ad un tratto mentre fissava l'elicottero in volo sopra il Castello del Piagnaro si accorgeva che nel terreno soprastante un trattore si ribaltava sulla sinistra cadendo giù dal poggio. La prima cosa è stata quella di avvisare il 112. La chiamata è stata raccolta dal radiomobile che si trovava nei pressi di Aulla e in 10 minuti a tutta velocità raggiungeva la zona. La pattuglia trovava il conducente letteralmente coperto dal grosso mezzo che con i cingoli lo stringevano al collo. Si capiva subito che per l'uomo non vi era più nulla da fare: morto sul colpo. Intanto era giunta sul posto la Misericordia di Pontremoli, ma al medico del 118 non restava altro che stilare il referto di morte. Per liberare il corpo dell'uomo dal peso del grosso trancia erba dovevano intervenire i vigili del Fuoco di Aulla. Ma non è stata una cosa semplice in quanto il mezzo era finito in fondo al poggio che costeggia la strada pedonale che porta dai Chiosi Alti all'oratorio di sant'Ilario, a una ventina di metri dal Castello. Intanto, la notizia della tragedia iniziava a diffondersi. L'imprenditore della pasticceria e della ristorazione da tanti anni alla fine di ottobre preparava il terreno del suo oliveto in previsione della posa delle reti per la raccolta delle olive. Da capire, la dinamica della caduta dal poggio vicino casa. Forse, un attimo di distrazione fatale; oppure, più probabile, il cedimento del terreno che nella parte terminale del cingolo di sinistra presente un evidente smottamento? I rilievi tecnici sono stati effettuati dal maresciallo dei carabinieri Giuseppe Cossu della compagnia di Pontremoli che però, non ha rilasciato dichiarazioni, e trasmetterà il suo rapporto alla magistratura. Era stata allertata anche l'eliambulanza del 118 atterrata allo stadio di Pontremoli ma purtroppo il notissimo imprenditore era morto sul colpo. A cercare di fare luce sulle cause della tragica fine di Giovanni Steckli sarà l'inchiesta della magistratura. Una tragedia improvvisa che ha sconvolto Pontremoli e la Lunigiana. Giovanni Steckli era apprezzato e benvoluto non solo per le sue capacità indubbie dal punto di vista professionale, ma anche per il buon carattere. In molti hanno subito voluto mandare un messaggio di vicinanza alla moglie, Elisabetta Mauri, la figlia del celebre imprenditore e gastronomo Marcellino, e alla dolcissima Kamuri, la figlia di otto anni. Il nome di Giovanni Steckli è legato alla storia della pasticceria pontremolese. Il primo locale, nel 1842, fu aperto da una società composta da Osvaldo e Giorgio Aichta, Giovanni Kaspar e i fratelli Beelì; nel 1851 entrò anche Meinrad Steckli, che diresse l'attività pontremolese e si ampliò anche sui Lungarni di Pisa con il ristorante caffè "Pietromani". Nel primo dopoguerra, Gaspero Steckli, discendente dei primi proprietari, allargò la sua attività a Massa dove con altri soci gestì il celebre "Caffè Grande" di piazza Aranci e una drogheria; ma nel secondo dopoguerra si dedicò completamente al "Caffè degli svizzeri", rilevato in toto pur lasciando all'azienda l'antica denominazione di "Fratelli Aichta e c.". Giovanni Speckli, nipote di Gaspero, aveva saputo vontinuare al meglio la tradizione delle specialità dolciarie (i richiestissimi "amor", la celebre spongata), ancora create sulle antiche ricette.
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