Trasporti
Inail, autonomia a rischio
Intanto superlavoro: più denunce di malattie professionali
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CARRARA. L'Inail provinciale che ha sede nella nostra città, potrebbe essere accorpata a quella di Lucca e perdere l'autonomia. Niente di ufficiale, ma neppure nessuna smentita. Si tratterebbe eventualmente di un'operazione che coinvolgerebbe la dirigenza e non la struttura locale che resterebbe sostanzialmente invariata. Questo aspetto lo conferma il direttore della sede di via Don Minzoni, Giovanni Lorenzini. «Su accorpamenti non c'è al momento nulla di certo». «Sono previsti - spiega Lorenzini - a livello normativo dei tagli organici a vari livelli, l'Istituto sta ragionando su possibili differenti assetti organizzativi, comunque le sedi rimangono. Resta quella a Carrara. Insomma, non si prospetta nessuna ripercussione per la struttura sul territorio, salvo appunto quella degli accentramenti dirigenziali. Non viene infatti escluso un accorpamento di dirigenza, come avviene ad esempio per le scuole. Ma le strutture rimangono, senza ricadute negative sul personale, almeno a medio termine». Il direttore dell'Inail apuana, dice «siamo alla finestra, ma qui la nostra attenzione è quella di mantenere il più possibile la presenza dell'Inail sul territoiro, il nostro obiettivo è servire bene l'utenza. Questo è un periodo di grandi evoluzioni per l'Istituto a livello nazionale: si va verso il "polo della salute e della sicurezza", si prospettano macroscenari, ma - ribadisce - non c'è per ora nulla di definitivo». I dati sugli infortuni. L'Inail provinciale nel corso dell'ultima iniziativa dell'Anmil (associazione degli invalidi del alvoro), ha fornuto alcuni dati sull'infortunistica nel nostro territorio. Il direttore Lorenzini li riassume aggiungendone altri e alcune considerazioni. Nella nostra provincia si registra una consistente diminuzione di infortuni denunciati nel 2009 rispetto all'anno precedente: 4.125 a fronte di 4.674 pari al 11,7% in meno, 2 punti percentuali sopra la media nazionale (9,7) ed oltre 3 punti sopra quella regionale (8,7%). Due i casi mortali registrati a fronte dei 4 del 2008. Notevole la riduzione di infortuni occaduti agli stranieri: passarti da 555 a 393 con un calo del 29,2%, il che significa 12,2 punti sopra il dato nazionale (-17%) e 18,1 punti sopra il dato regionale (-12,1%). Quasi invariati (miglioramento dello 0,02) gli infortuni alle donne: 1.218 contro i 1.240 del 2008. Più infortuni stradali denunciati (+8,6%): saliti da 433 a 579. In controtendenza con i dati regionali (-4%) e nazionali (-7%). Per quanto riguarda i settori, in termini assoluti fanno registrare il maggior numero di incedenti le costruzioni edili (409), seguite dalla pubblica amministrazione (293), dai trasporti (237), dal commercio al dettaglio (209), dalle attività immobiliari (204). 136 i casi del settore minerario (cave nel nostro caso) che, tuttavia, rimane il primo per frequenza e gravità relativa degli infortuni. Più denunce di malattie professionali. «Il 2009 - aggiunge Lorenzini - è poi stato un anno record per le denunce di malattie professionali». Su base nazionale si è registrato un incremento del 15,7% rispetto al 2008 e addirittura il 30% in piu' nell'ultimo quinquennio (quindi dal 2005). A livello locale, nella nostra provincia registriamo un aumento del 14% rispetto al 2008 (285 malattie professionali denunciate rispetto alle 250 dell'anno precedente). «Questo aumento, in essere ormai da alcuni anni, - afferma Lorenzini -può essere letto come un dato positivo determinato soprattutto da due aspetti: una maggiore consapevolezza di tutti i soggetti coinvolti (lavoratori, datori di lavoro, medici, patronati), in materia di tutela assicurativa (risultato anche dell'impegno profuso da Inail nell'opera di informazione e sensibilizzazione sul tema) e, aspetto più tecnico, l'entrata a regime delle nuove tabelle delle malattie professionali, in cui sono state inserite anche le patologie da sovraccarico biomeccanico e da vibrazioni meccaniche esonerate ora dall'onere della prova del nesso causale con l'attività svolta. Non a caso su base nazionale queste malattie presentano un incremento del 101 per cento rispetto all'ultimo quinquennio, a fronte di un generalizzato consistente calo di quelle malattie professionali tradizionali come l'ipoacusia (diminuzione dell'udito) da rumore, malattie respiratorie e cutanee».
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