Dalle guerre napoleoniche alloggi: oltre un secolo di storia della pasticceria che fa il giro del mondo
Il Caffè degli Svizzeri, la forza della tradizione
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PONTREMOLI. Il Caffè degli Svizzeri è legato a una storia che corre spesso sulle bocche dei lunigianesi. Perché è una storia che ha contribuito alla notorietà di Pontremoli nel mondo. Gli Svizzeri scesero numerosi in Italia a seguito delle guerre napoleoniche, portando le loro tradizioni anche gastronomiche. E furono protagonisti in particolare di una tradizione di pasticcerie, drogherie, caffetterie. Così, a Pontremoli nacque il Caffè Aichta, (conosciuto come Caffè degli Svizzeri). I fratelli Osvaldo e Giorgio Aichta nel 1842 insieme ai soci Giovanni Kaspar e i fratelli Beelì, dapprima aprirono una drogheria con vendita di paste e liquori, ma poi l'attività conobbe un'espansione dopo l'ingresso di Meinrad Stekli, avo proprio di Giovanni Steckli, ieri scomparso prematuramente. Nel 1925 nel fondo attiguo alla drogheria fu aperto il caffè in stile Liberty. In questo caratteristico locale, sono passati e ci passano migliaia di visitatori ogni anno, per gustare i famosi Amor, le paste al liquore con la panna montata, e l'altrettanto famosa Spongata (preparata rigorosamente secondo la ricetta originale del 1840), o la torta di mandorle, il torrone fatto con miele lunigianese, o le pastiglie Leone firmate Aichta. Giovanni Steckli, era sempre lì, e chissà quante volte, durante il suo lavoro si sarà sentito orgoglioso di portare avanti bene l'eredità paterna e dei suo predecessori. Ma, riservato, come lo descrivono a Pontremoli, magari si sarà tenuto per sè questi sentimenti nobili. Lasciando "parlare", al suo posto, tutte le leccornie che offriva ai suoi clienti. Clienti che hanno sempre apprezzato il tuffo nel passato fra gli arredi del Caffè degli Svizzeri, la tradizione che vi si respira, ma anche un presente consolidato e proiettato verso il futuro. Un futuro che però l'erede di una storica famiglia non potrà vedere. In questo locale sulla centralissima piazza Repubblica, ieri pomeriggio è sceso il silenzio. E il dolore. Il suo titolare, Giovanni Steckli, non vi entrerà più. Ha raggiunto prematuramente i suoi avi, lasciando una famiglia disperata, e tanta, tantissima gente ammutolita per l'incidente che gli ha spezzato la vita. C.C.
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