Il Tirreno

Parlano gli insegnanti

«Ecco perché non si va in gita»

L’istituto Montessori a Marina
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L’istituto Montessori a Marina

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 CARRARA. «Ecco perché abbiamo scelto di non fare gite scolastiche». Lo spiegano gli insegnanti dell'Istituto "Montessori-Repetti".  «Noi riteniamo i viaggi di istruzione un momento didattico importante e non abbiamo aderito all'iniziativa di boicottarli a cuor leggero - scrivono - Di certo, diamo loro maggiore importanza del Ministro, che a fronte delle enormi responsabilità che ciascuno di noi si assume quando dà la disponibilità accompagnare gli studenti, ha scelto ora anche di tagliare ogni forma di compenso per viaggi e missioni all'estero. Tuttavia, riteniamo che il rilevante impatto economico di una forma di lotta come questa, che sta dilagando in tutto il Paese, possa farci ottenere l'attenzione del Governo, finora sordo di fronte a tutte le forme di mobilitazione che abbiamo messo in campo. Per questo, pur comprendendo il disagio che arrechiamo oggi ai nostri studenti, speriamo che la nostra lotta possa aiutarli ad ottenere domani una scuola pubblica migliore». «Da anni, ci troviamo ad operare in una situazione di estrema difficoltà e incertezza a causa dei tagli al personale e alle risorse finanziarie - proseguono - Continua, inoltre il carosello degli insegnanti di tutte le materie, e con esso la discontinuità, visto che aumentano i supplenti e diminuiscono le immissioni in ruolo. E sono decine di migliaia in tutta Italia i colleghi che pur lavorando da anni nella scuola, si sono ritrovati negli ultimi due anni senza lavoro. A danno di tutti i lavoratori della scuola si è poi aggiunto il blocco del rinnovo del Contratto nazionale di lavoro e degli scatti di anzianità. Ciascun insegnante, in tre anni, subirà una perdita media di 1500 euro, senza contare il fatto che il danno si ripercuoterà sulle pensioni e sulle liquidazioni.

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