Attenzione
E la lavanderia querela Gaia
Alessandra Vivoli
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La lavanderia Il delfino e il titolare Mirco Biggi Acqua staccata senza preavviso: l'artigiano chiede 4mila euro di danni
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CARRARA. Acqua staccata in lavanderia, senza preavviso: e il titolare adesso denuncia Gaia per danneggiamento e violenza privata. I fatti risalgano al luglio scorso. In piena estate, durante una giornata lavorativa i tecnici di Gaia (per morosità) gli avevano, infatti, preso il contatore e chiuso il rubinetto. In poche ore questo aveva provocato - stando a quanto denuncia al titolare - oltre 4mila euro di dnani, per le macchine che hanno continuato a funzionare «a secco» e per alcuni capi (piumini e trapunte) che si ernao rovinati. Ieri il titolare della lavanderia Delfino, Mirco Biggi, ha querelato Gaia spa. I suoi legali, gli avvocati Giovanni macchiarini e Paolo apsquali, hanno depositato l'atto in procura proprio ieri mattina. La società che gestisce il servizio idrico è denunciata per danneggiamento, violenza provata e esercizio arbitrario delle propire ragioni con violenza sulle cose. L'artigiano assicura di non avere ricevuto né preavvisi né raccomandate ultimative. Per la verità, Biggi ha un contenzioso aperto con Gaia, perché negli anni passati, aveva aderito al comitato anti-Gaia, e quindi aveva sospeso il pagamento delle bollette per il 2008. Circa duemila euro. Ma nel 2009 e nei primi mesi del 2010 ha regolarmente saldato tutte le bollette. «Avevo un sospeso di 1.800 euro - aveva dichiarato - che chiaramente pagherò e avevo intenzione di pagare». E così adesso l'arittaino porta Gaia in tribunale. «Neppure in Burundi un ente a servizio dei cittadini, di propietà sostanzialmente della comunità come di fatto è Gaia spa, può permettersi impunemente di staccare l'acqua ad un esercizio commerciale con im macchinari in funzione senza avvisare i titolari presenti nel negozio - commentano i legali Pasquali e Macchiarini - È un comportamento inaccettabile quello posto in atto dagli incaricati di Gaia che evidentemente viene in qualche modo approvato dai funzionari responsabili». «A quanto risulta - proseguono - non è l'unico caso e in provincia ma ve ne sono stati molti altri. In pratica gli addetti di Gaia onde evitare discussioni con i clienti "fanno prima" staccano l'acqua e si dileguano». «Gaia - proseguono gli avvocati - sostiene di essere autorizzata a cioò dalle leggi e dai regolamenti ma è evidente che una legge ed un regolamento non possono autorizzare comportamenti del genere. Un conto è il diritto di staccare l'acqua ai morosi un conto è fare ciò in modo barbaro senza avvisare nessuno e danneggiando le attività commerciali». «La lavanderia - conludono - ha avuto un danno di oltre 4mila euro ed è stata chiusa forzatamente per una settimana. E' una cosa inaccettabile ma Gaia cui è stata recapitata una regolare raccomandata con le contestazioni del caso ha riposto di aver operato "correttamente" di qui la querela». «Pretendiamo - incalzano gli avvocati - che siano identificati ed interrogati gli operai intervenuti i quali dovranno chiarire se il loro comportamento"illegittimo" è frutto di una scellerata decisione presa in autonomia opore se i funzionari responsabili sono a conoscenza ed approvano un tale modus operandi».
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