Il Tirreno

Disservizi ad Aulla. La minoranza comunale si era rivolta al difensore civico regionale

No alla cauzione sull'acqua

No alla cauzione sull'acqua

Bocciata la richiesta dell'azienda per il servizio idrico

2 MINUTI DI LETTURA





 AULLA. Con il consigliere comunale di "Idee in Comune", Matteo Ratti, si torna a parlare del discusso deposito cauzionale richiesto da Lunigiana Acque spa agli utenti che non hanno la domiciliazione bancaria o postale delle bollette. Infatti, a seguito di una istanza presentata dal consigliere di minoranza, interviene il difensore civico della Regione Toscana, Lucia Franchini.  Il difensore civico regionale si rivolge dunque a Lunigiana Acque spa. In una lettera, Lucia Franchini, la quale sta tentando di mediare fra il Comune di Aulla e Lunigiana Acque spa, esprime riserve sulla richiesta di deposito cauzionale, fissato in circa 66 euro suddivisi in due tranches.  «Il punto della questione non mi appare tanto il fatto che per quattordici anni il deposito cauzionale non è stato richiesto a fronte della dizione letterale dell'articolo 17 del regolamento, che parla di versamento del deposito all'atto di stipula del contratto, quanto la natura stessa e la funzione che un deposito cauzionale deve avere. Esso, infatti, serve esclusivamente per garantire il creditore contro eventuali insolvenze da parte del debitore e per questo il suo versamento viene richiesto fin dall'inizio di ogni rapporto contrattuale: risulta necessario coprire e garantire l'intero periodo di efficacia del contratto».  «Ma, in questa specifica situazione - aggiunge Lucia Franchini - ciò che preme sottolineare è che, per lo meno da quanto ho potuto apprendere dalla stampa locale, la convenzione che regola i rapporti tra il Comune di Aulla e Lunigiana Acque spa va in scadenza con la fine dell'anno, anche in virtù dell'entrata in vigore del decreto Ronchi: sotto questo aspetto, pertanto, risulta abbastanza singolare e suscita qualche perplessità la scelta di richiedere, indistintamente, a tutti i cittadini che non hanno la domiciliazione bancaria o postale un deposito che vada a garantire, sostanzialmente, soltanto pochi mesi di svolgimento del contratto, quando per quasi tutta la durata dello stesso si è fatto a meno di ogni garanzia».  E la conclusione: «In sostanza, appare poco ragionevole richiedere un deposito cauzionale che, dopo pochi mesi, andrebbe dalla stessa società restituito: sarà, casomai, la nuova società che svolgerà la gestione del servizio idrico a richiedere, a titolo di deposito cauzionale, quanto riterrà opportuno secondo le modalità che saranno stabilite».  In base a tutto ciò, il difensore civico della Regione Toscana, invita Lunigiana Acque spa a riconsiderare la propria richiesta. Matteo Ratti, nel ringraziare il difensore civico e il garante per il contribuente della Regione Toscana, si augura che «tale interessamento sia da stimolo a Lunigiana Acque spa nel rivedere e correggere la propria richiesta che, fin dal primo momento, avevamo, come gruppo consiliare, ritenuto forzata e ingiusta verso i cittadini». G.U.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa