Il Tirreno

La vertenza. Rossi: non è archiviato, ma soltanto sospeso. Un imprenditore interessato a comprare le aree

Eaton, spunta un nuovo progetto

Chiara Sillicani
<b>LA PROTESTA.</b> Lavoratori in corteo e accanto il presidente Enrico Rossi
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LA PROTESTA. Lavoratori in corteo e accanto il presidente Enrico Rossi

E il piano Global Carbon va in soffitta: manca l'investitore privato

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 MASSA. Un imprenditore avrebbe puntato gli occhi sull'area Eaton. E non si tratta di voci di corridoio, perché la notizia è targata Enrico Rossi. Il presidente della Regione l'ha comunicata ieri ai lavoratori riuniti in assemblea. E se la cosa rimane, per ora, sul piano delle ipotesi, è comunque un segnale positivo. Considerato che la soluzione Global Carbon sembra invece non concretizzarsi.  Manca, infatti, un finanziatore privato. Il progetto, steso da tecnici, c'è e punta a fare di Massa un polo di produzione del carbonio. Ci sono anche i fondi pubblici. Il piano industriale, che piace alle aziende della filiera del carbonio - e a quelle della nautica in particolare - è stato giudicato credibile da Fidi toscana (la "finanziaria" della Regione). Non c'è però - e non si tratta di un dettaglio - un privato disposto a tirar fuori soldi. E senza un'iniezione di capitale, addio al progetto: almeno così ha ritenuto Invitalia, l'agenzia che, su mandato del Governo, attrae investimenti. Insomma, l'idea c'è, ma manca chi ci metta gli euro. «Abbiamo fatto il possibile - assicura Rossi - abbiamo fatto telefonate anche a nomi importanti dell'imprenditoria nazionale», ma nulla da fare (e anche questa non è un segnale positivo). Con un risultato: il progetto Global Carbon «non è archiviato - spiega il Presidente - ma sospeso». Certo la notizia non è incoraggiante: i lavoratori hanno già visto fallire un tentativo di reindustrializzazione, quello della Ecomplant, impegnata nel settore della green economy. Il presidente Rossi, e con lui il sindaco Pucci, hanno spiegato che «la proposta avanzata da Ecoplant non era credibile agli occhi di Invitalia». Ma a metter in allarme gli operai è la possibilità di un insediamento della società in quel di La Spezia, nell'area ex San Giorgio. Per la serie: ci siamo fatti sfuggire una bella occasione. «Un accordo in Liguria ancora non c'è - ha rassicurato gli animi Alessio Castelli, segretario Fiom - e in ogni caso riguarderebbe soltanto 60-70 lavoratori». Troppo poco per la reindustrializzazione alla Eaton. Ora anche su Global Carbon scendono nebbie. A rasserenare gli operai arriva la notizia di una nuova proposta, sempre nel settore della lavorazione del carbonio. «E quel progetto - spiega Rossi - sembra registrare maggiore interesse del mondo imprenditoriale. Se si concretizza sarà sostenuto con finanziamenti, partecipazione nel capitale di Fidi Toscana, contributi per la formazione, la ricerca e l' innovazione. E da Invitalia». Insomma, un nuovo soggetto potrebbe arrivare, lavorare il carbonio, ma secondo linee diverse rispetto a quelle disegnate da Global Carbon. Che il nuovo imprenditore sia quello (del Nord) che, mentre gli operai inauguravano l'occupazione, ha visitato, accompagnato da Pucci, tutta l'area?

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