Il Tirreno

Albergatori furiosi «È meglio chiudere tutte le piscine»

A sinistra Antonioli, presidente di Riviera Apuana; a destra una piscina
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A sinistra Antonioli, presidente di Riviera Apuana; a destra una piscina

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 MASSA. «Gli alberghi con la piscina a Massa sono una ventina, se passerà il regolamento della Regione senza le modifiche che abbiamo proposto a gennaio non ce ne sarà neppure uno. Se passa il diktat di Firenze è meglio trasformare le vasche in laghetti per la pesca sportiva, i nostri clienti si divertiranno di più e noi avremo meno problemi». Usa il sarcasmo Domenico Antonioli, presidente di Riviera Apuana, l'associazione che rappresenta numerosi albergatori di Massa-Carrara.  A creare apprensioni è il regolamento regionale che riguarda l'igiene e la sicurezza nelle piscine. Regolamento che è in discussione in questi giorni e che presto vedrà la luce. Anche se il cammino è ancora lungo e costellato da una serie di riunioni tecniche (domani una si terrà a Montecatini) dove gli operatori sperano di ottenere le modifiche minime che garantirebbero la sopravvivenza delle piscine. Anche perché per adeguare le strutture i proprietari degli hotel dovrebbero spendere migliaia di euro. Non solo: la spesa di manutenzione quasi raddoppierebbe. La Regione in pratica vuole equiparare - per igiene e sicurezza - le piscine delle strutture alberghiere agli impianti privati e comunali a pagamento. «Assurdo - continua Antonioli - non riusciremo a coprire i costi di gestione».  Il presidente di Riviera Apuana comunque è ottimista: «Sono convinto che riusciremo a far cambiare idea alla Regione. Anche perché i canoni igienici che ci chiedono prevedono una pulizia continua delle vasche. Questo vorrebbe dire usare molti più prodotti chimici di adesso. E l'acqua poi come verrebbe smaltita? Insomma, c'è da lavorarci».  Ma nel nuovo regolamento sono previste delle norme sulla sicurezza che di fatto costringerebbero gli albergatori a dotarsi di personale specializzato per la cura dell'impianto: responsabile della piscina, individuato attraverso un atto formale di delega da parte del titolare dell'impianto; l'assistente bagnati, individuandone il numero in base alle dimensioni della vasca; l'addetto agli impianti tecnologici, abilitato alla mansione attraverso uno dei titoli abilitanti (diploma specifico, qualifica professionale, diploma di laurea). «Attualmente un albergo medio spende sui quattromila euro all'anno per la gestione di una piscina. Se passa il regolamento come lo vogliono i tecnici regionali la cifra praticamente raddoppierebbe», spiega il presidente di Riviera Apuana.  Ma i problemi degli albergatori non finiscono qui. Si sta discutendo sull'introduzione di una tassa da pagare per ogni ingresso nella struttura, balzello che poi verrà caricato sui clienti («sarebbe un disastro») e poi c'è la madre di tutte le battaglie: la riqualificazione delle strutture. I titolari degli hotel chiedono una proroga di un anno, per far capire che nelle vecchie strutture, dove gli spazi sono minimi, non si possono mettere tutti gli accessori richiesti (tipo frigobar). Stesso discorso vale per le reception: i 25 metri quadri di spazio non sono applicabili dappertutto.

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di Redazione Pisa