Il dolore
Turismo, piscine a rischio chiusura
Gabriele Dini
Allarme Federalberghi: «Con le nuove norme spese eccessive»
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MASSA. Le piscine di hotel, campeggi, agriturismi e stabilimenti balneari potrebbero essere a rischio chiusura. L'allarme è partito dal congresso regionale Federlaberghi tenutosi ieri a Firenze. A creare apprensioni è un regolamento regionale che riguarda l'igiene e la sicurezza nelle piscine. Per Federalberghi circa 600 piscine d'albergo in Toscana rischierebbero di chiudere. Secondo Umberto Sarto di Confcommercio e Claudio Lotto, presidente degli albergatori apuani, le norme regionali potrebbero creare problemi ad almeno 15-20 strutture alberghiere del territorio apuano.
Ma il numero potrebbe crescere se, come sembra corretto fare, la stima includesse anche campeggi, stabilimenti balneari e agriturismi (nel grossetano i proprietari di questo ultimo tipo di strutture da mesi sono già sul piede di guerra dopo aver ricevuto preventivi di spesa da decine di migliaia di euro per adeguare le strutture). «E'ancora troppo presto per lanciare l'allarme - spiegano Sarto e Lotto - prima bisogna valutare bene le norme e vedere come la Regione recepirà le nostre richieste». Per venerdì a montecatini è previsto un incontro sul tema organizzato dalle categorie interessate.
Il regolamento sulle piscine chia equipara le piscine delle strutture ricettive a quelle pubbliche. «Noi chiediamo una deroga alla legge - ha detto paolo Corchia, presidente regionale di Federalberghi - in modo che ci sia un regolamento specifico per le piscine d'albergo». Con le norme attuali, accusa l'associazione a cui aderisce oltre l'80% degli alberghi della regione, fatti salvi i criteri minimi di sicurezza igienico-sanitaria del cliente alloggiato in albergo, sarebbero necessari molti altri adempimenti «incompatibili con i costi gestionali di un albergo, e peraltro in contrasto con i regolamenti comunali edilizi di concessione». Pronta la risposta della regione per bocca dell'assessore al Turismo Cristina Scaletti. «E'già al lavoro un gruppo di tecnici - spiega la Scaletti - per individuare le possibili correzioni al regolamento vigente in modo da superare i problemi riguardanti la gestione delle piscine». Il gruppo di studio vede coinvolto anche l'assessorato alla Salute.
Ma il numero potrebbe crescere se, come sembra corretto fare, la stima includesse anche campeggi, stabilimenti balneari e agriturismi (nel grossetano i proprietari di questo ultimo tipo di strutture da mesi sono già sul piede di guerra dopo aver ricevuto preventivi di spesa da decine di migliaia di euro per adeguare le strutture). «E'ancora troppo presto per lanciare l'allarme - spiegano Sarto e Lotto - prima bisogna valutare bene le norme e vedere come la Regione recepirà le nostre richieste». Per venerdì a montecatini è previsto un incontro sul tema organizzato dalle categorie interessate.
Il regolamento sulle piscine chia equipara le piscine delle strutture ricettive a quelle pubbliche. «Noi chiediamo una deroga alla legge - ha detto paolo Corchia, presidente regionale di Federalberghi - in modo che ci sia un regolamento specifico per le piscine d'albergo». Con le norme attuali, accusa l'associazione a cui aderisce oltre l'80% degli alberghi della regione, fatti salvi i criteri minimi di sicurezza igienico-sanitaria del cliente alloggiato in albergo, sarebbero necessari molti altri adempimenti «incompatibili con i costi gestionali di un albergo, e peraltro in contrasto con i regolamenti comunali edilizi di concessione». Pronta la risposta della regione per bocca dell'assessore al Turismo Cristina Scaletti. «E'già al lavoro un gruppo di tecnici - spiega la Scaletti - per individuare le possibili correzioni al regolamento vigente in modo da superare i problemi riguardanti la gestione delle piscine». Il gruppo di studio vede coinvolto anche l'assessorato alla Salute.
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