Sicurezza
«Sviluppo bloccato dal regolamento urbanistico»
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Clara Cavallini consigliere della opposizione Filattiera, l'opposizione punta il dito sulle aree edificabili in zona di esondazione
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FILATTIERA. Presentata una mozione per sollecitare l'amministrazione comunale a revisionare il regolamento urbanistico. Per il gruppo di opposizione "Un futuro per Filattiera", costituito da Clara Cavellini, Luigi Della Zoppa e Piero Marchetti, «l'attuale regolamento prevede che circa il 60% delle are considerate come edificabili ricada invece in zone esondabili quindi soggette a vincoli di inedificabilità e di edificabilità tali da comportare un notevole aggravio dei costi di fabbricazione», dunque secondo il gruppo di opposizione «ciò rappresenta un grave danno perpetrato ai cittadini e allo sviluppo del territorio, rispetto al quale, il gruppo di opposizione ha chiesto all'amministrazione che si attivi per la richiesta di risarcimento a carico degli amministratori che nel 2006 approvarono tale regolamento». A questo, per Cavellini, Della Zoppa e Marchetti si aggiungerebbe il fatto che «il Parco e l'Anpil hanno ulteriormente ingessato il territorio dal punto di vista dello sviluppo urbanistico». E si fanno alcuni esempi: «All'interno del territorio di Logarghena, nel più rigoroso rispetto dell'architettura rurale delle nostre zone, si sarebbero potute per esempio attivare piccole strutture turistico-recettive e residenziali, magari vincolate alla tenuta da parte dei proprietari dei prati attigui ai fabbricati al fine di dare un reale sviluppo a un comprensorio che non ha molto da invidiare alle realtà turistiche alpine e che invece attualmente risulta imbalsamato e morente. Realtà quella di Logarghena dove l'amministrazione, in primis, ha dato in termini di scempi ambientali veramente un brutto esempio costruendovi un fabbricato impattante, non conforme all'architettura rurale, a destinazione d'uso e compimento ancora da definirsi ma che attualmente è già costata un milione e mezzo di euro di risorse dei contribuenti. Inoltre i regolamenti urbanistici, susseguitisi nel tempo senza che si considerassero le esigenze e i bisogni di una realtà rurale e montana come quella del nostro comune, non hanno reso e non rendono tuttora possibile ai cittadini la realizzazione di strutture di servizio, che comunque rivestono la loro importanza, come: legnaie, ricovero mezzi e attrezzi, ricoveri per animali». Insomma per l'opposizione «la revisione del regolamento urbanistico, risulta quindi quanto mai urgente e necessaria anche perché il regolamento attualmente in vigore, redatto quattro anni fa con l'impegno che fosse rivisto dopo due, nacque già con un peccato all'origine in quanto identificava le diverse zone per così dire "a macchia di leopardo", rispondendo quindi più a logiche clientelari che non a reali prospettive di sviluppo del territorio». M.L.
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