Sicurezza
Operazione Testarolo, 3 in carcere e 8 rinvii a giudizio
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Il pm Federico Manotti Prime condanne sull'organizzazione multietnica smantellata dai carabinieri nell'estate del 2009
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PONTREMOLI. Prime condanne per gli appartenenti all'organizzazione smantellata dai carabinieri nella estate del 2009, nel corso dell'operazione Testarolo. Tre italiani del numeroso clan multietnico comprendente anche albanesi e marocchini sono comparsi ieri davanti al giudice De Mattia del Tribunale di Massa (pm Federico Manotti) e quindi condannati, dopo rito abbreviato, per traffico di droga: si tratta di Antonio Falcone (5 anni e 3 mesi), Massimiliano Milano (5 anni e 4 mesi) e Alessandro Libetta (4 anni e 6 mesi). Altre otto persone sono state rinviate a giudizio (udienza fissata a Pontremoli il 20 dicembre prossimo), mentre 18 altri imputati hanno chiesto il patteggiamento. Nel luglio dello scorso anno, i carabinieri di Pontremoli misero le manette a due clan multietnici composti da italiani, albanesi e marocchini che si rifornivano di droga a Milano e poi la redistribuivano in Lunigiana, suddivisa in due mercati ben separati, in modo da non pestarsi i piedi. A spacciare hashish, marijuana e cocaina, nei pub e nei locali notturni della zona ci pensavano un gruppo di pusher, composto tra l'altro anche da 5 donne del posto. E furono 24 gli ordini di custodia cautelare allora emessi dal Gip del Tribunale di Massa (in manette anche un sottufficiale della Marina in servizio alla Spezia); 16 i denunciati a piede libero per associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre furono 33, di età compresa tra 16 e 30 anni i segnalati come consumatori di droga. L'attività investigativa, iniziata nel maggio 2006, permise di individuare due gruppi operanti rispettivamente a Pontremoli e Villafranca e nella bassa Lunigiana (Aulla e Licciana Nardi): l'approvvigionamento avveniva nel nord Italia, in particolare a Milano. Una volta arrivata in Lunigiana, la droga veniva venduta grazie a una fitta ragnatela di spacciatori a prezzi di mercato ossia 80 euro per un grammo di cocaina e 10-15 euro al grammo per hashish e marijuana. Lo spaccio avveniva in locali della zona, ma anche per le vie dei centri. Gli investigatori che, nel maggio 2008, conclusero le indagini, consegnando un fascicolo di oltre mille pagine al gip, che poi diede gli ok agli arresti, eseguiti con blitz notturno in cui vennero impiegati 120 carabinieri e squadre cinofile.
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