Il Tirreno

Polo scolastico, la minoranza bacchetta Donati

Secondo Boccardi & C. nel nuovo complesso ci sarebbe posto solo per materne ed elementari

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 MULAZZO. «Sul nuovo polo scolastico la giunta diretta dal sindaco Sandro Donati ha detto l'ennesima bugia» sostengono in una nota i consiglieri comunali di minoranza, Ornella Boccardi, Fausta Bestazzoni, Carla Sarti e Emanuele Malatesta.  «Il sindaco - scrivono i quattro - giustifica la crisi dell'amministrazione e si vanta dichiarando che una delle cose più importanti da fare entro il 2012 è la conclusione del polo scolastico. Questa costruzione dovrebbe essere il fiore all'occhiello dell'amministrazione comunale, che ha sempre dichiarato sia ai genitori degli alunni che agli addetti ai lavori, che la nuova struttura avrebbe contenuto i tre ordini di scuole presenti nel territorio comunale, ma tutto ciò non corrisponde al vero».  Si spiega il perché: «Durante l'incontro con i tecnici addetti alla costruzione del nuovo edificio scolastico, l'amara scoperta è stata che il nuovo polo scolastico può contenere solo la scuola materna e la scuola elementare, cosa già da tempo nota all'amministrazione. Ma allora la scuola media che fine farà? Se l'edificio attualmente utilizzato è stato messo in vendita velocemente, non sarebbe stato più giusto, invece, costruire una struttura che contenesse tutte le scuole del Comune?».  I quattro consiglieri di minoranza così concludono: «Questo dimostra ancora una volta l'inefficienza degli amministratori, la loro incapacità di programmare e pianificare qualsiasi intervento a favore della collettività».  Da registrare inoltre che le forze politiche di opposizione hanno sottoscritto una lettera aperta, distribuita in 1500 copie a tutti i cittadini, in risposta alla nota del sindaco Sandro Donati, diffusa alla popolazione nella quale scrive l'opposizione «minimizzava la vicenda del parcheggio "della discordia" così denominato da lui stesso, per giustificare una spregiudicata quanto superficiale gestione di un pasticcio tecnico-amministrativo da brivido, costellato da determinazioni prima disposte poi annullate, richieste di spiegazioni tra uffici comunali, presidenti del consiglio comunale con delega all'urbanistica che si dimettono "perché all'oscuro di tutto" e in ultimo, la chicca rappresentata dal primo cittadino stesso che, alla fine, per non sapere né leggere né scrivere, in totale confusione, azzera la giunta dopo aver scritto che si era fatto "tanto rumore per nulla"». M.L.

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