Il Tirreno

Operato uno dei due cavatori ustionati

Angelo Morelli e Augusto Ricci che dopo l’incidente sono stati ricoverati a Pisa
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Angelo Morelli e Augusto Ricci che dopo l’incidente sono stati ricoverati a Pisa

Il magistrato Rossella Soffio: il caso è complesso, occorreranno ancora molte indagini

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CARRARA. Angelo Morelli, di Bergiola, uno dei due cavatori rimasti ustionati mercoledì scorso alle cave di Gioia, è stato sottoposto ieri mattina a un delicato intervento chirurgico, soddisfacente per i medici del centro grandi ustionati di Pisa, ma l'operaio resta in prognosi riservata. Come il compagno di lavoro Augusto Ricci, di Massa, che dovrebbe essere operato nei prossimi giorni. Intanto, proseguono gli accertamenti dell'Asl, per conto della magistratura. Del duplice infortunio, si sta ora occupando il sostituto procuratore Rossella Soffio, che si limita a dire: «Ci sono ancora molte verifiche da fare, l'indagine è complessa». Al momento, non ci sono provvedimenti da parte della Procura. E il Servizio Asl di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, sta costantemente riferendo al magistrato, in merito agli elementi che raccoglie nel corso degli accertamenti tecnici nel luogo dove l'improvvisa fiammata, partita da polvere "nera" esplosiva, ha investito Morelli e Ricci, che si trovavano dentro un box prefabbricato.  Per ora, infatti, non sono ancora state chiarite le cause di quella fiammata. Il grave incidente è avvenuto nella prima mattinata, verso le 8. E, secondo le ricostruzioni, quando sono accorsi diversi cavatori vedendo il fumo uscire dal box, Morelli e Ricci erano già stati investiti dal forte calore della vampata. Erano bruciati all'improvviso dieci dei 120 chili di polvere esplosiva, che era destinata a opere di bonifica dall'alto di una parete di cava.  L'attività in Gioia, e poi negli altri bacini, si era fermata: la notizia del grave incidente ha fatto il giro delle cave, e i lavoratori hanno lasciato i piazzali e sono tornati a casa, come sempre accade quando si verificano infortuni sul lavoro nel marmo.  E ora, mentre i tecnici dell'Asl cercano risposte nell'area sottoposta a sequestro, a Cisanello continua il via-vai di persone che ogni giorno vanno a fare visita (anche se non possono vederli) ai due cavatori ricoverati. Tanti amici, e soci della cooperativa di Gioia con il presidente Anselmo Ricci, fanno coraggio ai familiari dei due lavoratori. Tutti sperano che possano guarire quanto prima dalle gravi ustioni riportate.  Ieri è ripresa l'attività estrattiva nella cava di Gioia: «Ma non è facile, il nostro pensiero è rivolto in ogni minuto ad Angelo e ad Augusto - dice il presidente Anselmo Ricci - E continuiamo a sperare per loro».

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