Il Tirreno

Marmo, è strapotere della Cina

Serena Bongiorni
Marmo, è strapotere della Cina

E la reazione del distretto apuano punta su qualità e tecnologia

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L'Italia perde la leadership del settore lapideo mondiale, scendendo al quarto posto per quanto riguarda produzione e interscambio. Seguono Turchia, India e Cina, una Cina che emerge prepotentemente sia come partner concorrente che come mercato, esprimendo da sola quasi il 30 per cento della produzione mondiale (dato 2009, contro il 4 per cento del 1989).

Una prospettiva di crisi nella quale si colloca anche il nostro distretto, l'unico in Toscana ad essere un distretto "naturale" prima che "industriale", che ha comunque dimostrato una discreta capacità reattiva. Questi i dati principali che emergono dal XXI Rapporto sul settore lapideo mondiale, presentato alla Camera di Comemrcio e curato dal Direttore Divisione Pietre Naturali de Il Sole 24 ore Business Media Carlo Montani. I numeri. 80 paesi monitorati e 114 tavole realizzate: il Rapporto è una miniera di dati che fotografano la realtà locale, nazionale ed internazionale con un occhio agli sviluppi degli ultimi anni.

In un'analisi di lungo periodo, mentre la Cina e altre realtà asiatiche si sono imposte come mercati a tutti gli effetti, il nostro paese è riuscito a conservare il livello produttivo del 1989, con circa 7 milioni e mezzo di tonnellate, ma la sua estrazione è stata superata, prima dalla stessa Cina (oltre 11 milioni di tonnellate), e poi anche da India (5,3) e Turchia (4,9). Tra tutti i paesi, nel 2009 l'Italia ha rappresentato uno dei consuntivi più critici. Valutazioni e prospettive. «E' ragionevole pensare che superata la strozzatura indotta dal ristagno dell'ultimo biennio, il trend del comparto lapideo mondiale possa tornare ad essere positivo- sostiene il curatore del rapporto, Carlo Montani- anche se è chiaro che rispetto agli altri mercati l'Italia ha più bisogno sia di fiducia che investimenti».

E' opinione condivisa da tutti i relatori la necessità di orientarsi verso il futuro, puntando su conoscenze e consolidamento di conoscenze (anche dei mercati concorrenti), sullo sviluppo di tecnologie e di materiali e su un'alta qualità del lavoro, per cercare di "costruire" una ripresa in questo settore. «Una ripresa che sia prima di tutto affidabile e duratura- conclude l'assessore provinciale allo sviluppo economico Paolo Baldini- che nasca da un'adeguata consapevolezza dei dati reali».

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