Il Tirreno

Indagine della Procura sui lavori al mare

Chiara Sillicani
<b>I CUMULI.</b> La sabbia dragata e stoccata all&#146;aeroporto di Cinquale
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I CUMULI. La sabbia dragata e stoccata all’aeroporto di Cinquale

I carabinieri hanno sentito i balneari e i tecnici della Provincia. Magnani: siamo sereni

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 MASSA. L'estate è ormai alle spalle: ombrelloni chiusi e spiagge deserte. Ma il tema ripascimento rimane d'attualità. Ora più che mai. Perché di sabbia, dragaggio e lavori sul litorale adesso si sta occupando la Procura.  Domande ai balneari. Così qualche giorno fa in riva al mare sono arrivati i carabinieri del nucleo polizia giudiziaria, quelli che dipendono direttamente dai magistrati. I militari avrebbero dato un'occhiata ai lavori (quelli già eseguiti e quelli in corso), ma soprattutto avrebbero fatto parecchie domande. Per capirne di più sugli interventi antierosione e sul dragaggio alla foce del Versilia.  In particolare avrebbero chiesto spiegazioni dettagliate sulla sabbia che, dragata dal Versilia, appunto, è stata stoccata all'aeroporto di Cinquale. Quel materiale, infatti, dopo accurate analisi dell'Arpat, potrebbe essere utilizzato per ripascere l'arenile, alla conclusione dei lavori antierosione.  La conferma di Palazzo Ducale. Fabrizio Magnani, vicepresidente della Provincia, con delega al ripascimento, non si nasconde dietro un dito. «Sappiamo che c'è un'indagine della Procura - ammette - noi abbiamo totale fiducia nella magistratura e proseguiamo gli interventi sul litorale con la massima serietà. C'è stata una denuncia e chi di dovere sta eseguendo accertamenti». Poi dà ulteriori informazioni: «I carabinieri hanno ascoltato i balneari e hanno chiesto chiarimenti sia al direttore dei lavori, sia ai tecnici degli uffici provinciali. La Procura - come è normale che sia - sta facendo accertamenti e farà tutte le controanalisi. Come Provincia - conclude - siamo sereni. Abbiamo approvato un progetto steso da esperti».  La sabbia all'aeroporto. E sulla sabbia stoccata al Cinquale Magnani precisa: «Ci sono tre cumuli, uno è a posto. Negli altri due, invece, l'Arpat ha riscontrato un valore poco oltre il limite consentito. Si tratta di piccolissime quantità. A breve ripeteremo le analisi. In ogni caso, se i risultati confermassero quel lieve sforamento, non si tratterebbe comunque di materiale inquinato da conferire in discarica. Quella sabbia - precisa il vicepresidente - potrebbe essere usata per altri lavori, come la realizzazione di terrapieni».  Cosa ha fatto scattare l'indagine? Non è da escludere che a spingere ad accertamenti la Procura sia stato l'esposto del consigliere Stefano Benedetti. Il quale ipotizzava «il grave inquinamento del mare e dell'arenile».  Benedetti non si era rivolto solo alla Procura e alla Corte dei conti, ma anche al Noe, il nucleo di tutela ambientale dei carabinieri, focalizzando la sua attenzione proprio sul dragaggio al Versilia.

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