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Eaton, sale la tensione. Rossi: "D'accordo sull'esproprio". L'azienda: stabilimento gratis per 10 anni
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MASSA. Cancelli chiusi questa mattina alla Eaton, la fabbrica di componentistica per auto occupata dai suoi 304 operai dal 6 ottobre. I lavoratori non hanno permesso l'ingresso di quattro dirigenti che ancora lavoravano negli uffici amministrativi e neanche gli addetti alla sicurezza hanno potuto prendere servizio. Gli operai hanno anche scassinato le porte del capannone industriale, trovate chiuse con catene e lucchetti la scorsa settimana.
In programma c'è una manifestazione davanti al Tribunale di Massa venerdì mattina quando si svolgerà la prima udienza della causa di lavoro inoltrata da Cgil, Cisl e Uil all'azienda. Frattanto Eaton decide di non rilasciare dichiarazioni sugli ammortizzatori sociali, ma parla della reindustrializzazione: «Siamo aperti a qualsiasi ipotesi, offerta e proposta che permetta la reindustrializzazione dell'area, ma di Global Carbon non abbiamo mai sentito parlare se non dai giornali».
Intanto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si dice pronto ad appoggiare il sindaco di Massa, Roberto Pucci, qualora decidesse di espropriare i locali dello stabilimento Eaton. Rossi (Pd) lo annuncia attraverso Facebook.
Il 15 dicembre 304 dipendenti saranno licenziati dopo due anni di cassa integrazione straordinaria. Rossi scrive su Facebook: «La Eaton non richiederà la cassa integrazione per i suoi 304 dipendenti. Nè di un anno, come potrebbe, nè di almeno 4 mesi come proposto da noi (Regione, ndr). E' incomprensibile. Se il sindaco di Massa procederà all' esproprio dello stabilimento avrà il mio appoggio. Intanto continueremo a lavorare per la reindustrializzazione dell'area. Non faccio la guerra alle multinazionali, ma pretendo che rispettino i lavoratori toscani».
Intanto, mentre «resta in piedi l'ipotesi di esproprio - come spiega il sindaco Pucci - un passo in avanti è stato fatto». «Dopo questa mia uscita - prosegue il primo cittadino - l'azienda ha dato la disponibilità a mettere a disposizione gratuitamente per dieci anni ai soggetti che investirebbero nel loro immobile». Pucci ha però sottolineato che «nero su bianco non è ancora stato scritto nulla».
In programma c'è una manifestazione davanti al Tribunale di Massa venerdì mattina quando si svolgerà la prima udienza della causa di lavoro inoltrata da Cgil, Cisl e Uil all'azienda. Frattanto Eaton decide di non rilasciare dichiarazioni sugli ammortizzatori sociali, ma parla della reindustrializzazione: «Siamo aperti a qualsiasi ipotesi, offerta e proposta che permetta la reindustrializzazione dell'area, ma di Global Carbon non abbiamo mai sentito parlare se non dai giornali».
Intanto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si dice pronto ad appoggiare il sindaco di Massa, Roberto Pucci, qualora decidesse di espropriare i locali dello stabilimento Eaton. Rossi (Pd) lo annuncia attraverso Facebook.
Il 15 dicembre 304 dipendenti saranno licenziati dopo due anni di cassa integrazione straordinaria. Rossi scrive su Facebook: «La Eaton non richiederà la cassa integrazione per i suoi 304 dipendenti. Nè di un anno, come potrebbe, nè di almeno 4 mesi come proposto da noi (Regione, ndr). E' incomprensibile. Se il sindaco di Massa procederà all' esproprio dello stabilimento avrà il mio appoggio. Intanto continueremo a lavorare per la reindustrializzazione dell'area. Non faccio la guerra alle multinazionali, ma pretendo che rispettino i lavoratori toscani».
Intanto, mentre «resta in piedi l'ipotesi di esproprio - come spiega il sindaco Pucci - un passo in avanti è stato fatto». «Dopo questa mia uscita - prosegue il primo cittadino - l'azienda ha dato la disponibilità a mettere a disposizione gratuitamente per dieci anni ai soggetti che investirebbero nel loro immobile». Pucci ha però sottolineato che «nero su bianco non è ancora stato scritto nulla».
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