Italia
Nuovi ospedali crescono. Ma non qui
Claudio Figaia
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CANTIERI A CONFRONTO: A destra lo stato di avanzamento dei lavori per lospedale di Pistoia e il presidente del Sior Bruno Cravedi Cantiere frenato dalle bonifiche. Il Pdl: si stanno pagando penali alle ditte
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MASSA. Gru e ruspe al lavoro, gettate di calcestruzzo, il piano interrato già costruito. Vanno avanti alla grande i lavori per la costruzione del nuovo ospedale. A Lucca, però. Qui, in viale Mattei, invece, di opere edilizie neanche la traccia, neppure un mattone: nell'area in cui dovrebbe sorgere il «Nuovo ospedale delle Apuane» soltanto campi recintati e qualche operaio al lavoro. Così, l'ospedale "che non ci doveva essere", quello di San Filippo a Lucca cioè, contro cui si era schierato lo stesso sindaco della città Mauro Favilla (che lo voleva in un altro luogo), ha superato quello di Massa. E non solo Lucca. Anche a Pistoia il nuovo ospedale è più avanti: le fondamenta sono già state completate a fine estate e il fine lavori è previsto nel 2012. Poco più indietro Prato, dove, comunque, gli scavi per le fondamenta sono a buon punto. In viale Mattei, invece? Tutto fermo, ancora: per vedere l'avvio dei lavori per costruire le fondamenta occorre aspettare il completamento delle operazioni di bonifica del terreno. Bruno Cravedi, presidente del Sior (il consorzio delle Asl di Pistoia, Prato, Lucca e Massa Carrara, ossia delle zone in cui nascerano i quattro nosocomi di "ultima generazione"), ha annunciato che l'attivazione degli ospedali avverrà in sincronia: diventeranno operativi tutti insieme, a settembre 2013. Intanto i tempi di realizzazione sono già diversi: la direzione dei lavori del cantiere di Lucca è sicura di poter consegnare i lavori a settembre 2012. Così quella di Pistoia. E a vedere l'avanzamento delle opere, pare un obiettivo realistico. E Massa? Recuperare il tempo perduto non è facile. Anche perchè una data certa dell'apertura dei cantieri ancora non c'è. Le operazioni di bonifica erano largamente previste: quell'area fa parte del Sin, il "sito di interesse nazionale". Ma di velòeni non ne sono stati trovati molti. «Abbiamo individuato soltanto alcuni hot spot, terreni in cui è stata riscontrata la presenza oltre la norma di idrocarburi: zone circoscritte e limitate. Una situazione non allarmante, mentre la falda acquifera non presenta alcun problema», spiega la dottoressa Laura Balocchi, responsabile dell'Arpat provinciale, a smentire tutti coloro che prevedevano la scoperta di ben più estesi fenomeni di contaminazione. I campi inquinati, spiega ancora la dirigente dell'Arpat, sono stati bonificati, asportando uno strato di circa 50 centimetri di terra che poi è stata portata in discariche speciali. Adesso però, il ministero dell'Ambiente - che sovrintende alle bonifiche - chiede ulteriori verifiche sugli scavi fatti. Completata questa fase, si potrà partire con i cantieri edili. Insomma: i soliti "normali" ritardi tecnico-burocratici. Che non comprometterebbero la tempistica dei cantieri annunciata dal Sior. Ma per l'opposizione le cose non stanno proprio così. Anzi. In una delle dodici domande rivolte al presidente della Regione Enrico Rossi e all'assessore alla Salute Daniela Sacaramuccia sulla questione del commissariamento dell'Asl, i consiglieri del Pdl Iacopo Ferri, Alberto Magnolfi e Stefano Mugnai chiedono se «quanto avvenuto» (cioè le dimissioni di Delvino & C.) «ha a che fare con le spese non previste per la bonifica di superficie del sito del nuovo ospedale delle Apouane». E sostengono che, a causa dei ritardi accumulati «si stanno pagando penali alle ditte costruttrici», penali per importi «finora mai resi pubblici». Dell'esistenza di queste penali non vi sono tuttavia conferme.
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