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Lucchetti al capannone Eaton

Gli operai della Eaton
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Gli operai della Eaton

Gli operai: «Non ci fermeranno certo così»

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 MASSA. Giallo per le porte sigillate nel capannone industriale della Eaton. I lavoratori mercoledì pomeriggio hanno trovato le 90 porte di ingresso del capannone industriale chiuse con catene e lucchetti. Anche le porte antipanico sono state chiuse dall'interno. A sigillare le porte sono stati, verosimilmente, i quattro dipendenti Eaton a cui i lavoratori avevano permesso di entrare nello stabilimento, nonostante l'occupazione, approfittando di un momento di distrazione degli operai.  Da oggi, quindi, una parte della fabbrica è interdetta ai lavoratori, mentre la sala riunioni, gli uffici, la portineria e il grandissimo cortile, restano occupate. «Riusciremmo, volendo, ad entrare lo stesso - dichiara Giovacchino Pitanti Rsu Eaton - ma con le porte antipanico sigillate temiamo per la nostra sicurezza e per quella dei dipendenti rimasti al lavoro». Pitanti ricorda l'importante incontro di lunedì al ministero. «Se non avremo le risposte che attendiamo, simo pronti ad alzare il livello della protesta, non saranno certo dei lucchetti a fermarci».  L'incontro di lunedì ha anche portato allo slittamento prima tappa, prevista proprio alla Eaton, della visita delle commissioni regionali per lo Sviluppo economico del parlamento regionale. L'incontro è stato rinviato a data da destinarsi.  Lo stabilimento rimane occupato e le aziende della zona continuano ad aiutare gli operai nella loro protesta, fornendo acqua, cibo, frutta e legna per la grande brace sempre accesa davanti alla fabbrica.  Per domani mattina, come è stato già annunciato, il vescovo ha accetto l'invito degli operai a celebrare messa nella fabbrica occupata. L'invito alla partecipazione è stato esteso a tutte le autorità locali e ai cittadini.

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