Finanza
Nel luglio scorso gli è stato confiscato un patrimonio di 10 milioni fra ville, macchine e appartamenti di lusso
In manette commerciante d'auto
◗
Limprenditore Gabriele Venturi e una pattuglia della Finanza Gabriele Venturi ha violato l'obbligo di soggiorno nel Comune di Sarzana
3 MINUTI DI LETTURA
SARZANA. È stato arrestato un imprenditore sarzanese già sottoposto a misura di prevenzione personale dalla normativa antimafia, con obbligo di soggiorno nel Comune di Sarzana. Si tratta di Gabriele Venturi, 51 anni, già noto alle forze del'ordine. Come spiega un comunicato della Guardia di finanza, una pattuglia della Tenenza delle Fiamme Gialle di Sarzana ha intercettato nella zona industriale di Arcola una Jaguar alla cui guida c'era l'imprenditore sarzanese, conosciuto ai finanzieri per le vicende che, nel luglio scorso, condussero al sequestro nei suoi confronti di oltre 10 milioni in beni immobili, denaro, gioielli, orologi di marca, conti bancari e quote societarie. Venturi, sottoposto dal Tribunale della Spezia alla misura di prevenzione personale della sorveglianza della pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel Comune di abituale residenza (Sarzana, appunto) è stato bloccato alla guida della Jaguar di grossa cilindrata, proprio nelle vicinanze dell'azienda di sua proprietà, a suo tempo posta sotto sequestro dalla Finanza. I finanzieri, riconosciuto l'imprenditore, si sono messi al suo inseguimento, bloccando poco dopo la potente auto al cui interno hanno trovato denaro contante per circa 20mila euro in banconote di grosso taglio (500 euro), 6 carte di credito, nonché documentazione chiaramente riconducibile ad attività di commercio di autoveicoli inibita a suo tempo al fermato, sicuramente riferibile a un periodo successivo al sequestro dell'azienda operato nei suoi confronti. Un vero e proprio ufficio mobile attraverso cui Venturi avrebbe continuato a svolgere quell'attività di commercio bruscamente interrotta l'estate scorsa. Auto, denaro, carte di credito e documentazione sono state sequestrate e rimangono al vaglio degli inquirenti. L'imprenditore, in arresto per inottemperanza agli obblighi di soggiorno previsti dalla normativa antimafia, è a disposizione dell'autorità giudiziaria spezzina in vista del processo con rito direttissimo previsto per stamani. Il precedente. - Lo scorso luglio, il Tribunale della Spezia confiscò a Venturi appartamenti, di lusso, capannoni commerciali, oltre 300 auto, conti correnti bancari e postali, titoli di credito per mezzo milione in contanti, 56 orologi di marche prestigiose, quote e proprietà di 4 società di compravendita e import/export di auto e 2 società immobiliari. Un «tesoro» da oltre 10 milioni di euro quello confiscato dai giudici i quali accolsero la richiesta formulata, ai sensi della normativa antimafia, dal direttore Dia, Antonio Girone, applicando a Venturi anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Sarzana per 2 anni. Tutti i beni a lui riconducibili erano stati sequestrati il 17 giugno scorso. L'indagine, svolta dal Centro operativo della Dia di Genova, ha preso il via da una segnalazione di operazioni finanziarie sospette pervenuta dall'ex Ufficio italiano cambi (attuale Unità d'informazione finanziaria) riguardante alcune operazioni bancarie messe in atto dall'imprenditore. «Dalla complessa attività investigativa - spiegarono le Fiamme Gialle - è emerso che Venturi era già conosciuto alle forze di polizia per un curriculum di tutto rispetto con denunce per reati che vanno dal traffico di stupefacenti alla ricettazione di autovetture di lusso, ad illeciti societari di varia natura, commessi, in alcuni casi, in concorso con soggetti ritenuti associati alla criminalità organizzata con i quali, peraltro, è stata rilevata un'assidua frequentazione». Di recente Venturi era stato indagato dalla Finanza di Sarzana - che ha collaborato con il Centro operativo Dia di Genova per l'esecuzione del sequestro dei beni effettuando decine di perquisizioni - per il reato di bancarotta fraudolenta essendo stata accertata l'avvenuta distrazione, dal patrimonio di una sua società, di beni per oltre 3 milioni e mezzo di euro. Secondo l'accusa, Venturi, «per conseguire i suoi scopi illeciti finalizzati all'ingente arricchimento individuato, ha realizzato un articolato sistema di interposizione fittizia dei beni e proventi accumulati attraverso soggetti terzi e società di copertura. L'imprenditore ostentava un elevatissimo tenore di vita, totalmente sproporzionato ai redditi dichiarati ufficialmente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
