Sparò ai vicini di casa: operaio condannato per tentato omicidio
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Il tribunale di Massa: qui si è svolto il processo per i fatti di Alteta Un litigio per un parcheggio ad Alteta aveva rischiato di trasformarsi in tragedia
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MASSA. Sparò contro i vicini di casa dopo un litigio. Ora è stato condannato a 5 anni di reclusione per tentato omicidio e uso improprio di arma da fuoco. Antonio Talarico, 45 anni, è stato riconosciuto colpevole in primo grado dal tribunale di Massa. L'uomo aveva sparato alcuni colpi di pistola contro i vicini dopo un litigio avvenuto per un parcheggio ad Alteta. Un litigio nato dall'esasperazione aveva rischiato di trasformarsi in tragedia. Ora arriva la condanna, anche se in forma attenuata, visto che l'accusa iniziale contro Talarico era di duplice tentato omicidio. Il fatto è avvenuto nell'aprile del 2008 in via Martinetta ad Alteta. Antonio Talarico sparò dopo l'ennessimo litigio con i suoi vicini Silvano e Cristian Nicodemi, padre e figlio rispettivamente di 64 e 33 anni. Il litigio, l'ennesimo di una lunga serie, era arrivato per un parcheggio contestato. Talarico, operaio edile, aveva infatti lasciato il suo camion davanti al cancello dei vicini. La tensione era venuta crescendo negli anni, anche perché, come è emerso dal processo, Talarico contestava l'attività lavorativa svolta dai vicini in casa perché provocava rumore e sporcizia. Quel parcheggio, in pratica, fu la goccia che fece traboccare il vaso. Secondo le ricostruzioni di periti e testimoni padre e figlio scesero in strada per far valere le loro ragioni, anche perché avevano chiesto molte volte di non mettere il mezzo in quel punto. Il diverbio si scaldò rapidamente rischiando di trasformarsi in tragedia. Talarico dopo essere stato inseguito entrò in casa, prese il suo revolver Smith & Wesson 357 Magnum - che custodiva con regolare porto d'armi ma che non poteva portare fuori dalla sua abitazione - e cominciò a sparare. Molti dei colpi - come detto da Talarico (assistito dall'avvocato Anna Maria Giannecchini) furono diretti in aria. Ma secondo quanto è risultato dalle perizie balistiche, almeno uno di essi fu sparato ad altezza d'uomo, trasformando così l'aggressione in un tentato omicidio. Il pm Alessandra Conforti aveva chiesto il duplice omicidio: un'accusa pesantissima. A stabilire che gli spari potevano uccidere erano stati i rilievi compiuti dai tecnici dei carabinieri, il tenente Fabio Saddi in testa. I periti avevano individuato il punto esatto dove era finito uno dei proiettili. Il colpo "incriminato" ewra passato molto vicino al figlio Cristian Nicodemi. E per quel proiettile Talarico è stato condannato a 5 anni dal collegio giudicante presieduto dal giudice Maria Cristina Failla (con lei Dragotto e Aracri). Talarico dovrà anche risarcire Silvano Nicodemi con 1000 euro e il figlio cristian con 5000 euro.
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