Il Tirreno

Sanità e lavoro. L’assessore Ceccotti: evitiamo l’ennesima crisi occupazionale

Cooperative senza soldi

Chiara Sillicani
<b>COOP E ASSISTENZA.</b> Un aiuto per le famiglie con anziani che si affidano ai servizi forniti da cooperative (foto d&#146;archivio)
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COOP E ASSISTENZA. Un aiuto per le famiglie con anziani che si affidano ai servizi forniti da cooperative (foto d’archivio)

«L'Asl non paga», a rischio gli stipendi di mille lavoratori

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 MASSA. Pensi alla crisi occupazionale e l'immagine che ti si presenta alla mente è quella degli operai Eaton. Trecento posti di lavoro a rischio. Eppure nel nostro territorio - l'assessore provinciale Domenico Ceccotti esemplifica il concetto - ci sono «altre tre Eaton». Insomma, fatti due conti, altri 1000 lavoratori che non se la passano benissimo. Sono quelli delle cooperative che prestano servizi per conto dell'Asl e del Comune. E che per quei servizi da enti e azienda sanitaria dovrebbero essere pagati.  Dovrebbero perché - garantisce chi lavora nel settore - di euro non se ne vedono da parecchio tempo. E alle cooperative ora manca la liquidità: in parole povere non ci sono i soldi. Con il rischio che a rimetterci siano i dipendenti che a fine mese potrebbero trovarsi con la busta paga bianca.  Un tavolo istituzionale. La questione è stata all'ordine del giorno ieri: allo stesso tavolo in Provincia si sono seduti l'assessore Domenico Ceccotti, le tre sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil), i rappresentanti delle cooperative e l'azienda sanitaria, rappresentata da Raffaella Barbieri (dirigente dei servizi sociali dimissionaria). Un tavolo, voluto dai sindacati, per focalizzare il problema.  Cooperative al collasso. Le coop non si sono nascoste dietro un dito ed hanno ammesso che per loro la situazione è «insostenibile». Tradotto: servono soldi o non riusciamo a pagare i dipendenti. E non si tratta di decine di posti di lavoro - in ogni caso degni di essere tutelati - ma di centinaia, circa mille in totale. Le cooperative chiedono liquidità immediata per poter pagare i dipendenti. «Il tavolo provinciale - spiega Domenico Ceccotti in una nota - ha messo in evidenza la situazione di estrema sofferenza che l'intero settore sta vivendo. Se da tempo vengono denunciati ritardi nei pagamenti, cosa che ha reso difficile alle cooperative sociali e ai lavoratori in esse impiegati lo svolgimento delle loro attività, oggi - puntualizza con forza - ci troviamo al collasso». Poi i toni si fanno allarmanti: «Il territorio rischia di subire l'ennesima crisi occupazionale, con la differenza che questa volta, la crisi colpirebbe non soltanto i lavoratori, ma anche le migliaia di cittadini che si troverebbero a dover rinunciare ai fondamentali e improrogabili servizi che le cooperative sociali garantiscono».  Il capitolo dei servizi. Perché - e questo è il nodo - le coop alimentano un indotto importante. Come tutto il terzo settore, del resto. Basti pensare alle case di riposo lunigianesi: dalle pulizie, alla preparazione dei pasti. Poi ci sono le famiglie, quelle che, senza l'assistenza garantita dal mondo delle cooperative, si troverebbero in difficoltà.  Chiara Grassi, presidente di Lega Coop, descrive la situazione con tre parole: «Siamo all'emergenza» e chiarisce il perché: «Serve liquidità» e stiamo parlando, complessivamente, di milioni. Sulla cifra, però, nessuno si sbilancia. Anche perché definirla in relazione all'intero terzo settore non è cosa semplice. A preoccupare le coop è anche l'attuale commissariamento dell'azienda sanitaria: «In questo contesto, già tanto drammatico, il commissariamento della Asl - aggiunge Domenico Ceccotti nella nota - non facilita certo le cose».  Un altro tavolo a breve. L'accordo quindi è di convocare a breve un incontro cui siano presenti i sindaci e il commissario Teresa De Lauretis per definire un accordo e garantire alle cooperative - e a mille lavoratori - una boccata d'ossigeno.

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