Il Tirreno

Cittadinanza negata all'imam, è polemica

Il caso in Parlamento. Evangelisti (Idv): «E' in Italia da 30 anni»

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 MASSA. Niente cittadinanza italiana per l'imam di Massa-Carrara. E il caso finisce in Parlamento. A presentare un'interrogazione scritta sul caso al ministro dell'Interno Maroni è il rappresentante dell'Italia dei Valori Fabio Evangelisti. Nel documento si chiede come mai sia stata negata la cittadinanza al religioso, nonostante il parere favorevole della Prefettura di Massa.  Come racconta Evangelisti Sbai Youssef, è in Italia da 30 anni e ha svolto il suo lavoro prima a Genova e poi a Massa Carrara. «Youssef - spiega il parlamentare Idv - si è sempre adoperato per aiutare i membri della comunità musulmana a aprirsi alla società italiana e a integrarsi rispettando il dettato costituzionale e le leggi vigenti».  Evangelisti rimarca che l'imam, dopo gli atti terroristici del 2001, «ha pubblicamente preso le distanze dalla cultura del terrorismo e della violenza e continuando a diffonderla posizione dell'Islam moderato basato sul dialogo, la convivenza e il rispetto del diverso a fronte di un estremismo e di un fondamentalismo che ha sempre condannato».  Lo scorso 13 maggio Youssef è stato informato dal ministero dell'Interno sul fatto che la sua concessione di era stata rifiutata, sebbene la prefettura di Massa Carrara avesse concesso il nullaosta in considerazione appunto degli anni trascorsi in Italia e del suo impegno sociale. «Tramite la mia segreteria - continua Evangelisti - ho più volto interpellato gli uffici del ministero a Roma per conoscere le ragioni di questa discrasia nelle decisioni. Ma non ho avuto risposta»

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