Il dolore
La sanità. Al marito disperato l’Asl replica: l’episodio neurologico si è verificato in un secondo momento
«Al Pronto soccorso 10 ore per fare una Tac»
Alessandra Vivoli
La denuncia: a mia moglie solo dopo tutto quel tempo è stato diagnosticato un ictus
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CARRARA. «Mia moglie ha aspettato 10 ore al Pronto soccorso prima che le facessero la Tac. Dopo quell'esame le hanno diagnosticato un icuts». La denuncia è del marito di una 56enne tuttora ricoverata nel nostro ospedale. Ma dall'Asl (in particolare dal Pronto soccorso) replicano: «La donna era in preda a una crisi d'asma e d'ansia. L'ictus è sopraggiunto dopo». «Mia moglie ha aspettato per ore al pronto soccorso». Un racconto segnato dall'emozione. La moglie dell'uomo che ha chiamato per denunciare quello che lui definisce un episodio di «malasanità» è avvenuto mercoledì mattina. «Mia moglie era andata, come quasi tutti i mercoledì, dal nostro medico di famiglia - spiega il pensionato - Quando è scesa dalla macchina ha avuto un malore. L'hanno aiutata a sedere su una panchina, ma dopo poco ha perso i sensi ed è svenuta. Per questo è stata chiamata immediatamente l'ambulanza: i soccorsi sono stati tempestivi e mia moglie è così arrivata al Pronto soccorso». I problemi, secondo quanto raccontato dal marito della donna ricoverata in ospedale, sono cominciati proprio qui. «Mia moglie è rimasta per sei ore dentro al Pronto soccorso, in una stanza - dice - le hanno tolto il sangue e fatto altri esami. Non la Tac». «Ad un certo punto, non capendo perché venisse trattenuta così a lungo - continua l'uomo - sono entrato dentro anch'io e sono andato in escandescenze: ho cominciato a litigare con gli operatori che erano presenti e ho chiesto di vedere un medico». E a questo punto, sempre stando al racconto dell'uomo, la situazione precipita. «Dopo 10 ore le hanno fatto la Tac». Si commuove il marito della donna protagonista di questa vicenda. «Il medico ha disposto il suo ricovero in medicina - racconta - ma forse ha capito che c'era qualcosa che non andava e ha disposto che le venisse fatta una Tac». Dopo quest'esame arriva la diagnosi. «Mia moglie era stata colpita da un ictus - dice il marito - Adesso ha il braccio offeso e non riesce a parlare. Capisco che questo le sarebbe successo comunque, ma quello che non comprendo è perché ha dovuto attendere così tanto per essere sottoposta a una Tac». La replica dell'Asl: l'ictus è sopraggiunto in un secondo momento. Non si fa attendere la replica dell'Asl. E proprio di quel reparto, il Pronto soccorso, contro cui ha puntato il dito il marito della donna protagonista di questa vicenda. «La signora è arrivata al Protno soccorso in preda a una crisi d'asma e d'ansia - dicono dall'Azienda sanitaria - È una paziente che abbiamo già visitato altre volte e che ha una situazione di salute molto complessa». La presenza di altre patologie quindi, secondo l'Asl, spiegherebbe il perché la donna sia stata trattenuta così a lungo al Pronto Soccorso. «Doveva essere risolta la crisi - dicono gli operatori - E solo in un secondo momento è stata ricoverata nel reparto di medicina». «A questo punto - prosegue la spiegazione dell'Asl - ci si è accorti che era in corso un problema neurologico: è stata immediatamente disposta a tac che ha rilevato l'ictus. Ma, questo è bene sottolinearlo, questo tipo di complicazione non era presente nelle ore precedenti, quando la donna era al Pronto soccorso». «E quindi - si chiude la replica - non avremmo potuto intervenire in alcun modo: perché non era ancora presente la sintomatologia che ci ha invece, poco dopo, fatto predisporre l'esame neurologico».
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