Sicurezza
«Tutti lo chiamano "il professionista"»
C.C.
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Linterno del box dopo annerito dalla fiammata Il sindacalista Fulignani non sa spiegarsi l'incidente al cugino Angelo
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CARRARA. «Angelo è mio cugino...... in cava lo chiamano tutti "il professionista"». Francesco Fulignani, da una vita in mezzo alle cave (e nelle segherie), a fare le sue battaglie sindacali per i diritti dei lavoratori, come segretario provinciale della Feneal Uil, non si raccapezza. Di infortuni al monte se ne ricorda tanti, ma questo lo tocca ancora più profondamente. E quel riferimento al "professionista" fa capire quanto gli sembri assurdo quell'incidente. Ieri mattina era davanti al pronto soccorso, in attesa di notizie sul suo parente, Angelo Morelli. Era ormai tarda mattinata, e attorno a lui c'erano alcuni lavoratori del monte, anche pensionati. Tutti ammutoliti, increduli per quello che era accaduto poche ore prina alle cave di Gioia. «Io ero in cava - dice uno di loro, un giovane - lavoro alla cooperativa, ma ero lontano da dove è successo l'incidente. Non l'ho saputo subito». Hanno tutti poca voglia di parlare, come anche in cava. Un silenzio pieno di dolore e di rabbia perché quell'incidente appare veramente assurdo. Ieri Fulignani, quando l'ambulanza con Angelo Morelli a bordo, è partita per Pisa, si è recato anche lui in auto con alcuni familiari, al Centro grandi ustionati, per seguire da vicino l'evolversi della situazione. «Abbiamo potuto vedere sia lui che Ricci - ha fatto sapere nel pomeriggio Fulignani - Angelo ha ustioni nel 40% del corpo, quelle di Augusto sono un po' più estese». Angelo Morelli, non è sposato, vive a Bergiola con la madre. Nel paese la notizia del grave incidente si è diffusa rapidamente. Lì tutti si conoscono. Le frazioni montane, sono popolate di tanti lavoratori del marmo, e la gente quando apre le finestre di casa, vede le cave. Quelle cave che fonte di lavoro ma anche di tanto dolore quando si verificano incidenti. Da quanto si è potuto apprendere, nel pomeriggio di ieri, le condizioni di Morelli e di Ricci ricoverati con prognosi riservata al Centro grandi ustionati di Pisa, risultavano ancora estremanente gravi. Augusto Ricci destava maggiori preoccupazioni.
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