La manifestazione
«In cella da luglio, sta male»
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Il carcere di Prato dove è rinchiuso Iodice da luglio I legali sono preoccupati e sperano nei domiciliari
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MASSA. Le condizioni di Salvatore Iodice, in carcere da inizio luglio, preoccupano. I suoi legali avevano già chiesto che fosse messo ai domiciliari ma la richiesta era stata respinta dopo la visita fiscale di Maurizio Ratti. Era la fine di agosto quando il gip Giuseppe Laghezza aveva respinto la richiesta dei domiciliari per motivi di salute. Il giudice aveva chiesto un supplemento di documentazione al pubblico ministero Rossella Soffio, che aveva replicato alla controperizia medica dove si parlava di autolesionismo. Ma a pesare era stato il referto medico di Ratti, perito dell'accusa. Ratti nella sua relazione aveva scritto che «allo stato attuale non esistono sufficienti, univoci e convergenti incompatibilità con lo stato carcerario». Poi aveva aggiunto: «Necessita una sorveglianza medica continua». E soprattutto «che segua le prescrizioni indicate dai medici che lo stanno seguendo». I legali di Iodice, gli avvocati Riccardo Balatri, Paolo Masseglia e Francesco Piccirillo, però in questo mese e mezzo che è passato dalla decisione del gip hanno dovuto fare i conti con il lento peggioramento del loro assistito. Il direttore del carcere di via Pellegrini ha perso parecchi chili da quando si trova in isolamento. La speranza è che il processo ormai imminente modifichi le esigenze di custodia cautelare e che Iodice possa ottenere quantomeno i domiciliari.
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