Il Tirreno

Gravemente ustionati due operai

Cinzia Carpita
Gravemente ustionati due operai

La polvere nera si incendia mentre la maneggiano, la fiammata li investe

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 CARRARA. La polvere nera improvvisamente si incendia mentre la stanno preparando per bonificare dall'alto, con l'esplosivo, una parete di cava. Parte una fiammata e li investe in pieno, ustionandoli gravemente, dentro il box prefabbricato che diventa una fornace, mentre fuori piove. Il tremendo infortunio è accaduto ieri mattina prima delle 8 a due lavoratori della cooperativa cavatori di Gioia, Augusto Ricci di 48 anni, di Massa, sposato e con due figli; e Angelo Morelli di 52 anni, celibe, abitante a Bergiola. Entrambi sono stati ricoverati, in prognosi riservata, al Centro grandi ustionati di Pisa. Ricci, con bruciature sul 55-60% del corpo, soprattutto al volto, vi è stato trasportato direttamente dalle cave, con l'elisoccorso, mentre il compagno di lavoro, che ha riportato ustioni in quasi il 70% del corpo, è stato prima portato all'ospedale di Carrara e poi in ambulanza a Pisa.  Un giorno durissimo per la cooperativa di Gioia, una delle più importanti realtà del mondo lapideo apuano. Durissimo per i familiari dei feriti.  Sull'accaduto il servizio Asl di sicurezza sui luoghi di lavoro (intervenuto con la responsabile ing. Maura Pellegri e altri tecnici), ha aperto un'inchiesta, ponendo sotto sequestro la zona dell'incidente e informando il sostituto procuratore Dello Iacono. Un'indagine, come avviene sempre in casi di infortunio, è stata aperta anche dall'Ispettorato del lavoro. Ancora non è nota la causa del gravissino duplice infortunio. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri e i vigili del fuoco di Carrara. Nè Asl, né pompieri sono in grado per ora di dare risposte sull'accaduto. Dalle prime ricostruzioni, Ricci, meccanico dell'officina della cooperativa, e Morelli, "fuochino", stavano preparando la polvere nera perché l'esplosivo doveva poi essere collocato in un versante di cava, della cooperativa Gioia, per staccare alcune parti alte di un fronte di marmo. Sono operazioni normali nel settore escavazione, anche se la polvere nera viene utilizzata molto meno di tanti anni fa quando erano frequenti le grandi "varate".  I due operai avevano portato l'esplosivo dentro un box prefabbricato, perché aveva cominciato a piovere. Ma poi ha smesso. Da quanto hanno riscontrato i vigili del fuoco, il carico complessivo di polvere nera, in sacchetti di 2 chili e mezzo ciascuno, era di 120 chili, e se ne sono incendiati dieci chili, (cioè la polvere contenuta in 4 sacchetti). Le indagini in corso, dovranno accertare cosa abbia provocato la scintilla.  Quando la fiammata ha investito i due lavoratori, ha anche annerito e bruciacchiando l'interno del bo×, che si trova in un piccolo piazzale poco sopra la mensa e l'officina della cooperativa. E' uscito del fumo che ha fatto accorrere alcuni cavatori che erano nelle vicinanze, mentre altri, al lavoro a diverse centinaia di metri sul fronte ampio della cava, sono stati richiamati dalle grida. In pochi istanti diverse mani hanno afferrato gli estintori, altre hanno preso delle coperte mettendole addosso ai corpi martoriati di Ricci e Morelli. E' stato chiamato il Soccorso cave di Colonnata.  Poco dopo sul posto c'erano altre frenetiche operazioni: per stabilizzare le condizioni dei due ustionati. E per controllare che non ci fossero nel box altre situazioni di rischio.  Mentre Angelo Morelli veniva trasportato all'ospedale cittadino, Augusto Ricci che appariva più grave è stato portato in un piazzale poco sotto il luogo dell'incidente, e qui è atterrato l'elisoccorso che l'ha trasportato direttamente al Centro grandi ustionati di Pisa. Al pronto soccorso del nostro ospedale, si sono recati anche compagni di lavoro, Giovanni Pedrazzi dei cobas marmo, e Francesco Fulignani, segretario della Feneal Uil, particolarmente angosciato perché è cugino di Morelli. E' arrivato anche il sindaco Zubbani per informarsi sulle condizioni dei due lavoratori: poco dopo, un addetto dell'Asl è uscito dal pronto soccorso riferendo sui due feriti, e cercando di tranquillizzare i presenti: «Il Centro grandi ustionati di Pisa è uno dei migliori in Toscana».

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