Il dolore
Il presidente del consorzio Zona apuano
Una strada difficile e costosa ma possibile «La legge lo permette»
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MASSA. L'esproprio dell'area Eaton dal punto di vista legale è già possibile, ma la strada per arrivarci è lunga, difficile e costosa. A spiegarlo è Cesare Ugolotti, presidente del Consorzio Zona apuano. «Un'area lasciata improduttiva per più di sei mesi - spiega Ugolotti - può essere espropriata sia da un ente pubblico, sia su richiesta di un privato». Nel primo caso, a parte la lunga trafila legale (col rischio di ricorsi in tribunale), il comune o chi per esso dovrebbe accollarsi tutte le spese oltre al costo di mercato dell'area interessata (per la Eaton, tra i 7 e i 10 milioni di euro). Se un privato fosse interessato all'area dovrebbe presentare un progetto industriale al consorzio che dovrebbe esprimersi sulla validità dello stesso. Dopo aver valutato il valore catastale dell'area bisognerebbe poi fare un'offerta al titolare. In caso di rifiuto di vendere il sindaco potrebbe autorizzare l'esproprio. Il privato dovrebbe pagare il 30% del costo in una prima tranche. Poi dovrebbe attendere eventuali ricorsi al Tar. Solo alla fine del procedimento si potrebbe arrivare all'esproprio con il saldo del restante 70% del prezzo.
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