Il Tirreno

Pugni alla figlia, ma lei scagiona il padre

Pugni alla figlia, ma lei scagiona il padre

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CARRARA. Aveva accusato il padre di maltrattementi. Di averle dato due pugni nella schiena, tali da mandarla a Pronto soccorso. Ieri mattina, in aula, la 17enne ha scagionato il padre con una drammatica testimonanzianza che si è svolta a porte chiuse. E il genitore, in lacrime, è stato assolto con formula piena, dal giudice Aracri: «perchè il fatto non sussiste».

Un processo delicato. E una storia ancora più complessa che comincia due anni fa e che vede come protagonista, o meglio come vittima, una ragazza che non ha ancora raggiunto la maggiore età. E che è stata al centro di una burrascosa separazione, con strascichi in tribunale e davanti al giudice di pace, fra i genitori.  A rendere tutto più difficile un'altra vicenda che si interseca con quella per cui ieri mattina si è concluso il processo. La ragazzina, a 15 anni è stata, infatti, oggetto di violenza sessuale (palpeggiamenti) da parte di un vicino di casa. Un momento per lei particolarmente difficile, aggravato dal fatto che i genitori non stavano più insieme e che fra loro la separazione era particolarmente complicata. Ed è dopo questo episodio che è partita la denuncia per maltrattamenti nei confronti del padre. Quel macigno da cui l'uomo, assistito dall'avvocato Maurizio Giannarelli del foro di Spezia, ieri è stato assolto. Perché proprio la figlia, in tribunale, lo ha scagionato. Con una drammatica testimonianza scagiona il padre. Una testimonianza lunga quasi un'ora. Che si è svolta a porte chiuse. Anzi, per la prima volta, davanti a una delle due porte dell'aula delle udienze penali è stata messa contro anche una panca: per impedire l'ingresso ai cuiriosi. La giovane, visibilmente tesa è arrivata in tribunale accompagnata dalla madre. Poi, all'uscita dell'aula ha scambiato qualche parola con il padre. Prima aveva parlato a lungo, davanti al giudice, Maria Pia Aracri, al pm Ginesi e all'avvocato della difesa, Maurizio Giannarelli.  Alla fine della sua deposizione il colpo di scena. Il giudice ha ridotto la lista testi (solo quelli della difesa erano una ventina) e ha stralciato l'istruttoria, passando direttamente alla discussione. Il Pm ha chiesto l'assoluzione a cui si è associato il legale.

Il padre della minorenne quindi è stato assolto con formula piena (motivazioni fra 30 giorni).  Ma che cosa ha detto la ragazza sul banco dei testimoni per fare concludere così in fretta il processo. «In sostanza - spiega l'avvocato Giannarelli - la giovane ha spiegato che, in un momento particolarmente delicato della sua vita (il riferimento è alle violenze sessuali subite dalla giovane di che sono emerse durante il dibattimento ndc) aveva smesso di andare a scuola. Non ci andava da dieci giorni e il padre, una mattina, per scuoterla dal letto l'avrebbe colpita». «Ma - continua il legale - Quando la ragazzina è arrivata al Pronto soccorso non aveva alcun segno: il medico che l'ha visitata, lo ha ribadito anche in aula. Le ha dato sette giorni di prognosi perché accusava dolore alla schiena».  «E nella sua testimonianza, molto pacata davanti alo giudice - conclude - la 17enne ha ripetuto che il padre non le ha mai fatto intenzionalmente del male. Ma che è sempre stato un buon padre». E proprio questa deposizione ha convinto il giudice a chiudere prima il processo. Rinunciando ad ascoltare altri testimoni. L'istruttoria si è quindi chiusa. Con la discussione e l'assoluzione.

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