Il Tirreno

Nullatenente col tesoro in banca

Il tribunale di Massa
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Il tribunale di Massa

Sequestrato conto corrente da capogiro a un nomade del Lavello

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 MASSA. Dai controlli incrociati della guardia di finanza è saltato fuori che uno dei componenti della famiglia Halilovic aveva centinaia di migliaia di euro in un conto corrente di una banca massese. Lui però risulta nullatenente, come tutti gli abitanti del campo del Lavello. Le fiamme gialle hanno segnalato l'incongruenza alla procura ed è scattato il sequestro preventivo dei soldi depositati nell'istituto bancario.  I soldi in questo momento sono congelati, nel senso che fino al 27 ottobre nessuno li può toccare. Quel giorno poi il collegio giudicante del tribunale di Massa dovrà decidere se restituirli al legittimo proprietario oppure confermare il blocco dei beni. E dare il via libera a un'inchiesta vera e propria della procura.  L'Halilovic finito nel mirino della finanza fa il robivecchi di lavoro, mestiere certo nobile ma che non può garantire simili risparmi. La cifra come detto è davvero alta, tanto alta da essere ritenuta consona giusto per un libero professionista affermato. Il sospetto è che la provenienza del denaro possa essere illecita, quindi. Ma per ora in procura preferiscono non commentare le indiscrezioni sul sequestro. Il motivo del riserbo è semplice: fino al 27 ottobre nessuno può dire nulla. Halilovic può dimostrare che li ha ereditati oppure che sono frutto di una vincita al gioco. E in quel caso il conto corrente verrà sbloccato.  Gli uomini della guardia di finanza che si sono occupati del controllo incrociato sugli abitanti del campo del Lavello quando hanno visto l'ammontare del denaro depositato nel conto corrente hanno creduto a un errore, ma poi quando hanno riguardato le carte in loro possesso hanno capito di avere a che fare con un falso nullatenente.  La segnalazione alla procura è stata immediata e risale all'inizio di settembre. Pochi giorni dopo è arrivata la richiesta di sequestro preventivo, come prevede la legge. In pratica viene data la possibilità agli inquirenti di bloccare i beni sospetti obbligando il titolare a dimostrare la loro provenienza.  La precisazione però è d'obbligo: in questo momento il componente della famiglia Halilovic non è indagato. E se riuscirà a dimostrare che i soldi che ha depositato sono puliti non verrà preso nessun provvedimento nei suoi confronti. Se invece non fornirà le spiegazioni richieste da chi ha effettuato l'accertamento il 27 ottobre il sequestro da preventivo diventerà effettivo. E partirà l'inchiesta della procura. Resta da capire quale potrebbe essere la pista che seguiranno in quel caso gli inquirenti.

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