Il Tirreno

Il sindaco: e io esproprio l'area

Gabriele Dini
Alcuni momenti del consiglio comunale straordinario che si è riunito ieri alla Eaton Sopra una protesta degli operai davanti alla fabbrica
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Alcuni momenti del consiglio comunale straordinario che si è riunito ieri alla Eaton Sopra una protesta degli operai davanti alla fabbrica

Pucci annuncia la linea dura, «situazione angosciante» per i lavoratori

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 MASSA. L'applauso più forte l'ha riscosso il sindaco Roberto Pucci quando ha detto di voler prendere in considerazione le "maniere forti" contro Eaton. «Se sarà necessario ricorreremo all'esproprio delle aree industriali su cui insiste Eaton». Il sindaco ha lanciato la sua provocatoria affermazione durante il Consiglio istituzionale che si è svolto ieri mattina nella fabbrica occupata.  L'occasione era solenne, visto che alla riunione nella fabbrica hanno partecipato i consigli comunali di di Massa, di Carrara e di Montignoso e il consiglio provinciale di Massa Carrara.  Pucci ha annunciato il «pugno duro» contro l'azienda, qualora non si arrivi ad un accordo il 18 ottobre, data dell'incontro a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, in cui verrà chiesto alla multinazionale di ritirare i licenziamenti e avviare la cassa in deroga.  L'esproprio delle aree, ha spiegato il sindaco, è consentito all'interno del regolamento del Consorzio Zona Apuano, dopo sei mesi di improduttività dell'area. «Un percorso lungo e costoso - ha concluso Pucci - sarebbe come dichiarare guerra alla Eaton e non vorrei arrivare a farlo. Questa decisione sarebbe un'ultima ratio ma alla durezza estrema non si può che rispondere con altra durezza».  Pucci ha chiesto chiarezza a governo ed Eaton, ribadendo il bisogno di formulare un prezzo definitivo per l'area e di stabilire quanti fondi possano essere messi a disposizione.  Duro anche il sindaco di Carrara Angelo Zubbani. «Durante l'ultimo incontro prima dell'occupazione - ha detto il primo cittadino carrarese - la Eaton si è comportata in maniera irritante, mandando persone senza alcun potere decisionale. Per noi non è stato facile mantenere la calma, ma con i colpi di testa non si va da nessuna parte. La cosa fondamentale è che quest'area industriae torni a pulsare».  Nella sala in precedenza l'applauso era risuonato durante l'intervento del rappresentante Cisl nella Rsu dei lavoratori Eaton Michele Folloni. «Ci fa piacere questa solidarietà - ha detto Folloni richiamando i politici di tutti i livelli alle loro responsabilità - ma con la solidarietà e basta si mangia poco. Servono atti concreti perché la nostra situazione è più angosciante che mai. Tra poco 300 lavoratori potrebbero ritrovarsi senza alcun sostegno economico: senza aiuto davanti a noi c'è solo il baratro».  Applausi anche per un altro dei lavoratori, Gioacchino Pitanti. «Il valore di quest'area è stato dato dai lavoratori - ha detto il rappresentante Cgil nella Rsu - e quindi deve tornare alla legittima proprietà cioè la comunità. Gli operai non sono merce da supermercato e il valore del lavoro non deve essere messo in discussione».  Alla fine i consiglieri all'unanimità hanno approvato un documento di solidarietà verso i lavoratori. «Ma questo - ha detto il presidente del consiglio comunale di Massa Marco Andreani - è solo l'inizio di una lunga battaglia».

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