Sicurezza
Sindacati in allarme, la Uil: vogliono ridimensionare la provincia nel quadro dellArea vasta
«Fornitori non pagati, siamo preoccupati»
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MASSA CARRARA. Grande preoccupazione nei sindacati per il terremoto che ha travolto i vertici dell'Asl. Le segreterie provinciali di Cgil e Uil Funzione pubblica temono, soprattutto, che le dimissioni dei manager abbiano l'effetto di ritardare ancora i pagamenti dei debiti che l'azienda sanitaria ha con ditte, cooperative, aziende fornitrici di beni o servizi. Si tratta di un indotto complesso - dall'Aias fino ai negozi di presidi ortopedici e sanitari, passando per le cooperative dei servizi e le onlus del terzo settore - che vanta nei confronti dell'Asl un credito complessivo stimato sui 20 milioni di euro. Il mancato pagamento delle prestazioni fornite da questa galassia di imprese, enti e cooperative mette in pericolo centinaia di posti di lavoro e questo accresce l'attenzione dei sindacati. Ma più in generale, osserva la segreteria Fp Cgil, «quel che sta succedendo riguarda l'azienda più importante della provincia, il cardine dei servizi essenziali per la popolazione, quelli attinenti alla salute. Dunque non possiamo che essere allarmati». Ma c'è preoccupazione anche per il mantenimento dei servizi della sanità locale, sia dal punto di vista assistenziale sia da quello più specificamente medico. Per questo i due sindacati, con toni diversi ma con posizioni concordanti, si augurano che la valutazione della situazione economico-finanziaria dell'azienda avvenga in tempi brevissimi e che smentisca le notizie che circolano su maxi buchi in bilancio. Quanto alla posizione dei dirigenti dimissionari, Cgil auspica che «possano dimostrare la correttezza del loro operato», mentre la Uil esprime «solidarietà umana alla direzione Asl1 nel suo complesso con l'auspicio che la ispezione regionale faccia chiarezza quanto prima, fugando dubbi e perplessità, in quanto l'episodio relativo alla ispezione è elemento di carattere tecnico, escludendo a priori forme di dolo». Senza contare, aggiunge ancora la Uil, i contraccolpi «dell'immagine negativa e di mal gestione che tale episodio trasferisce all'immaginario pubblico, in un momento dove l'attacco al lavoro pubblico è massimo da parte del governo nazionale». Ma è la stessa Uil Fpl di Massa-Carrara a introdurre un altro elemento di preoccupazione: «Temiamo - sostiene il il segretario Fabrizio Dazzi - che questa vicenda possa essere il viatico ad una "rivoluzione" politico organizzativa volta a ridimensionare il ruolo della Asl 1 nel contesto di Area Vasta».
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