Sicurezza
Delvino: le colpe non sono mie
Chiara Sillicani
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ASL 1. Il centro direzionale di Massa e Carrara e, a sinistra, Delvino L'ex direttore si difende e torna a Bari a fare il nefrologo
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MASSA. Ha raccolto le sue cose e lunedì sera ha lasciato l'ufficio. Al terzo piano del centro direzionale di via Don Minzoni. Antonio Delvino, alla guida dell'azienda sanitaria del 1º marzo 2007, ha rassegnato le dimissioni. E ora torna all'attività di nefrologo, a Bari, la città in cui è nato (nel 1952) e si è laureato. Il giorno dopo il terremoto che ha visto commissariati i vertici dell'Asl apuana, non rinuncia a dire la sua sull'accaduto. Problemi nel bilancio. Lo fa ricostruendo la vicenda e mettendo qualche puntino sulle "i". «Le incongruenze rilevate (che hanno impedito alla Regione di approvare il bilancio ndr) - precisa con decisione - non si riferiscono, se non marginalmente, alla mia gestione». Poi puntualizza ulteriormente: «Nel senso - semplifica - che si riferiscono a gestioni precedenti». Una critica forte a chi ha guidato l'azienda sanitaria prima del suo arrivo. «Tutto ok nel conto economico». Poi Antonio Delvino chiarisce anche l'entità del problema: «Non riguarda il conto economico, ma quello patrimoniale». E qui la situazione si fa più complessa perché si entra nel tecnicismo. In parole semplici, il conto economico è quello in cui si registrano entrate e uscite, gli introiti e le spese. Il patrimoniale, come si deduce dall'aggettivo, attiene invece al patrimonio, ai beni di proprietà dell'ente. Non soltanto immobili, ma anche denaro. Spesso crediti, soldi che non hai, non sono nella tua disponibilità, ma ti spettano e per questo rientrano, appunto, nel patrimonio. Bene, Antonio Delvino precisa che «le incongruenze non sono state rilevate nel conto economico, ma in quello patrimoniale». Una somma sarebbe stata erroneamente iscritta come credito verso la Regione che, si deduce, quel debito riterrebbe di non averlo contratto. I compiti di Firenze. L'ex direttore generale dell'Asl 1 ripercorre gli ultimi giorni. Per molti dipendenti il terremoto è arrivato senza nessuna scossa di avvertimento. Molti hanno scoperto il commissariamento leggendo il giornale ieri mattina. Ma che qualcosa bollisse in pentola si sapeva già da giorni. La Regione stava facendo le dovute valutazioni sul bilancio. La cosiddetta certificazione. Società apposite fanno un'analisi attenta, una sorta di rating con cui si "dà una votazione" al bilancio steso dagli enti. A mettere i conti sotto la lente di ingrandimento sono società specializzate. Così qualcosa sul bilancio Asl non torna. E Firenze chiama il direttore amministrativo Ermanno Giannetti. «Purtroppo hanno informato prima lui - si lascia sfuggire Antonio Delvino - io sono stato avvertito mercoledì scorso e venerdì ho accettato le dimissioni del dottor Giannetti. Ho riferito alla Regione, nel segno della trasparenza». Ma come mai il direttore generale, l'azienda sanitaria nel suo complesso e il collegio dei revisori (organo di controllo) non si sono resi conto delle incongruenze? «La società che si occupa della certificazione - puntualizza Antonio Delvino - fa analisi nel dettaglio, il livello di approfondimento è massimo». Quindi quello che sarebbe sfuggito ad altri, sarebbe balzato, invece, agli occhi della Regione o di chi per lei fa controlli. Risultati ottenuti e prospettive. Antonio Delvino ci tiene a sottolineare che durante la sua gestione «sono stati raggiunti risultati importanti sotto il profilo della qualità dei servizi, dell'offerta. Della professionalità. Mi auguro - prosegue - che tutto il lavoro fatto venga preservato». Adesso tornerà a Bari, alla sua attività di nefrologo. «Da domani (oggi per chi legge ndr) non rilascerò dichiarazioni e non perché tema il confronto- puntualizza - ma la Regione deve fare il suo lavoro, non voglio in alcun modo interferire».
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