Il Tirreno

Cinque Terre, scarcerato l'ingegnere

L’ingegner Marco Bonaguidi
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L’ingegner Marco Bonaguidi

Ma non dovrà passare dal comune di Riomaggiore

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 CARRARA. È stato rimesso in libertà l'ingegner Marco Bonaguidi, di Arcola ma con studio ad Avenza, rimasto coinvolto nell'operazione "Mani unte" che ha sconvolto il parco delle Cinque Terre. Come unica forma cautelare, deve presentarsi tre volte la settimana in Questura, e non può transitare da Riomaggiore.  Il coinvolgimento del professionista è infatti legato, come si ricorderà, ai rapporti con l'ufficio tecnico di quel Comune, e in particolare con Graziano Tarabugi. A quanto è emerso, durante l'interrogatorio di sabato scorso, Bonaguidi avrebbe in sostanza ammesso quello che era contenuto nelle intercettazioni allegate all'ordinanza cautelare che lo aveva portato in carcere, e cioé che vi era stato il pagamento di una tangente da 1.500 euro per la realizzazione di uno scivolo. Il giorno del versamento, era stato anche pedinato e visto mentre consegnava una busta; e poi c'erano le intercettazioni. Bonaguidi è assistito dall'avvocato Tommaso Trapasso.  Tornato in libertà, potrà riprendere a svolgere la sua professione. M.B.

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