Il Tirreno

In tribunale. Intricata vicenda per un’eredità di famiglia. Il professionista è accusato di falso

Notaio rischia 2 anni di condanna

L’entrata del tribunale di Pontremoli dove si è svolta l’udienza
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L’entrata del tribunale di Pontremoli dove si è svolta l’udienza

Li chiede il pm dopo aver ascoltato il perito e i consulenti

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 PONTREMOLI. Dopo l'esame del perito d'ufficio e dei consulenti di parte, il pubblico ministero Rossella Soffio riduce soltanto di un mese la sua richiesta di reclusione a carico del notaio Vertere Morichelli: da 2 anni e 4 mesi a 2 anni e 3 mesi. «Falso ideologico in atti pubblici» questo il capo di imputazione. Si avvia quindi alla conclusione una complessa vicenda giudiziaria che ruota attorno a un'eredità importante, costituita da appartamenti e fondi nel milanese. Il processo è giunto agli atti finali. Dopo aver sentito i periti e i consulenti, il giudice ha rinviato l'udienza al 25 ottobre per la discusione del legale di parte civile (Franco Perfetti) e dei difensori dell'imputato (Ezio Tomellini e Silvio Gabrielli). La prossima udienza potrebbe concludersi con la sentenza. La vicenda risale a dieci anni fa. Tre fratelli accusano di falso il notaio. Nel mirino alcune procure che avrebbero dato il via libera a vendere alcuni beni del patrimonio familiare. L'accusa da cui deve difendersi il notaio di Bagnone è quella di falso. (articolo 479: falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici). Secondo l'accusa, il notaio avrebbe «attestato falsamente» che uno dei fratelli protagonisti della vicenda (Carlo Lumachelli, che è deceduto nel frattempo) avrebbe dichiarato di non poter firmare degli atti. E, di conseguenza, avrebbe fatto ricorso (nel 2000 e nel 2001) a una procura speciale. Ma il problema - stando a quanto emerso dal processo - sarebbe proprio in quella dichiarazione.  «Impossibile» secondo l'accusa perché l'uomo non era più in grado di parlare. Perché, e questa è la linea sostenuta dalle parti offese (i fratelli Giovanna, Giuseppe e Terenziano - che si è anche costituito parte civile) l'uomo, a causa di una malattia, non sarebbe stato in grado di parlare. E così sulla base di queste accuse si è aperta la vicenda giudiziaria. Che adesso sembra giunta alla conclusione.  Il pm Soffio, infatti, nel corso dell'udienza di ieri mattina, in tribunale a Pontremoli, ha espresso le sue richieste: 2 anni e 3 mesi di reclusione.

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