Lutto
GLI ARTIGIANI
«Imprese sul Magra più tutelate dal piano nautico»
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AMEGLIA. «Piano della nautica come occasione per dare ordine e per fare impresa finalmente con tranquillità: queste le parole più volte spese, anche a mezzo stampa, dalle Imprese della nautica del fiume Magra negli ultimi tre anni». Così inizia l'intervento di Cna e Confartigianato Spezia appunto in merito al Piano della nautica. «Eppure abbiamo appreso che le imprese nautiche che operano sul Magra potrebbero farlo nell'illegalità. Ciò non è: in questi anni, sforzo comune delle imprese, associazioni di categoria ed enti locali è stato quello di adeguarsi alle norme dettate dal parco, rispettare l'ambiente e il fiume che sono un patrimonio per il nostro territorio e le sue imprese. Ci sembra doveroso sottolineare, così come già fatto nel gennaio scorso in un tavolo con Provincia e Prefettura, all'indomani dell'alluvione, che i controlli fossero mirati e non a tappeto, onde evitare di fare di tutta un'erba un fascio. Le imprese, oggi messe sotto i riflettori, operano in queste aree da decenni e hanno tutte presentatoto, così come norma vuole, la richiesta di condono nel lontano 1984. Queste richieste, non per colpa delle imprese, ancor oggi non hanno avuto risposta e dai Comuni interessati ma, grazie al Piano della nautica, che prevede la presentazione di progetti di risistemazione, è finalmente possibile accellerare l'iter». Poi la puntualizzazione di Cna Confartigianato: «Comuni come Ameglia hanno dato un ordine al tutto, procedendo a risposte e approvando progetti nuovi e, in alcuni casi dato dinieghi, mentre per aree come quella di Senato, Comune di Lerici, restiamo in "attesa di notizie". Ma a beffa si aggiunge beffa e le imprese che insistono su quest'area ieri si sono trovate sui giornali, additate come "quelle degli abusi", senza distinguo tra chi con forte volontà ha negli anni operato correttamente e seguito tutte le strade possibili per potere mettersi in pari con le regole del Parco e non solo e chi invece sfruttava la deregulation. Adesso le imprese reduci da tre piene in due anni, da una stagione estiva faticosa e alla vigilia di una preoccupante stagione invernale, rischiano di essere intese come le responsabili di quanto accaduto in questi anni sul Magra e che tutti, auspichiamo, non debba più riproporsi».
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