Sicurezza
«Il nostro atollo salverà la spiaggia»
Chiara Sillicani
3 MINUTI DI LETTURA
Il progetto firmato Porto turistico apuano srl si riassume in una parola: atollo. Troppo poco però, almeno secondo chi lo ha voluto e progettato, per descrivere un approdo che - ne sono certi gli ideatori - non soltanto accoglierà imbarcazioni, ma garantirà equilibrio e rispetto del territorio e, in particolare, delle dinamiche costiere.
La conferenza. Così la società Porto turistico (26 imprenditori, in gran parte campeggiatori) organizza un incontro -dibattito e presenta il suo progetto. Il punto di partenza è chiaro: la struttura non sorge sulla costa, non altera il corso del Carrione e del Lavello, né le rispettive zone di espansione. E soprattutto non produce conseguenze sulle correnti. Parola di Riccardo Caniparoli, autore dello studio geologico che ha fatto da apripista alla realizzazione del progetto. «Una corrente si muove da La Spezia verso Viareggio, l'altra in direzione opposta. Ma quando si incontrano, all'imboccatura del porto commerciale, perdono velocità e il materiale si deposita. La nostra infrastruttura non interviene in alcun modo in quella zona in cui non prevede alcuna costruzione, lascia quindi libertà di movimento alle correnti». Secondo gli ideatori il punto di forza è la profondità: il porto sarà "ancorato" a circa 9 metri e a quella profondità le onde - spiegano - non hanno effetti. Nessuna alterazione nel fondale, quindi. L'idea di partenza.
I progettisti hanno davanti a sé un modello: quello del pontile caricatore. Primo strumento di attracco al largo. E da lì partono, cercando di coniugare il vecchio con il nuovo. Così immaginano il pontile in mare, passeggiata piacevole tra le onde, e, alla fine, come ai vecchi tempi, gli attracchi appunto. Nasce così un isolotto con 700 posti barca. Il cosiddetto atollo, un ovale di 900 metri (nella direzione La Spezia- Viareggio), la metà in direzione mare monti. Soprattutto verde. Sopra quell'isola non sorgerà neppure una scala. L'atollo sarà accessibile anche ai disabili, in ogni sua parte, compresa la torre di controllo. Tante rampe e scivoli, ma neppure un gradino. A 250 metri dalla costa, raggiungibili attraverso i due pontili (uno carrabile e uno ciclopedonale), sorgeranno gli edifici, «pochi» - spiegano il geologo Caniparoli e Marco Luccetti, vicepresidente della società. Un albergo con 20 camere, un centro benessere, una piscina con acqua salata, un bar, lo yachting club e l'area destinata alla Capitaneria. La strada carrabile, prolungamento di viale Zaccagna, condurrà direttamente alla zona travel lift per il varo delle imbarcazioni. Il pontile pedonale partirà da viale da Verrazzano che sarà completamente recuperato con tanto di area spettacoli all'aperto. L'entrata al porto è prevista lato Massa, vicina alla fascia destinata ad eliporto, dove "alloggeranno" le imbarcazioni più grandi (fino a 50 metri di lunghezza). Neanche un cantiere. La scelta è chiara: sull'atollo non devono esserci attività industriali. I cantieri di riferimento, per la costruzione e la manutenzione, saranno, quindi, quelli già esistenti. «Perché - spiegano i soci della porto turistico apuano - lo scopo è riqualificare e preservare».
La conferenza. Così la società Porto turistico (26 imprenditori, in gran parte campeggiatori) organizza un incontro -dibattito e presenta il suo progetto. Il punto di partenza è chiaro: la struttura non sorge sulla costa, non altera il corso del Carrione e del Lavello, né le rispettive zone di espansione. E soprattutto non produce conseguenze sulle correnti. Parola di Riccardo Caniparoli, autore dello studio geologico che ha fatto da apripista alla realizzazione del progetto. «Una corrente si muove da La Spezia verso Viareggio, l'altra in direzione opposta. Ma quando si incontrano, all'imboccatura del porto commerciale, perdono velocità e il materiale si deposita. La nostra infrastruttura non interviene in alcun modo in quella zona in cui non prevede alcuna costruzione, lascia quindi libertà di movimento alle correnti». Secondo gli ideatori il punto di forza è la profondità: il porto sarà "ancorato" a circa 9 metri e a quella profondità le onde - spiegano - non hanno effetti. Nessuna alterazione nel fondale, quindi. L'idea di partenza.
I progettisti hanno davanti a sé un modello: quello del pontile caricatore. Primo strumento di attracco al largo. E da lì partono, cercando di coniugare il vecchio con il nuovo. Così immaginano il pontile in mare, passeggiata piacevole tra le onde, e, alla fine, come ai vecchi tempi, gli attracchi appunto. Nasce così un isolotto con 700 posti barca. Il cosiddetto atollo, un ovale di 900 metri (nella direzione La Spezia- Viareggio), la metà in direzione mare monti. Soprattutto verde. Sopra quell'isola non sorgerà neppure una scala. L'atollo sarà accessibile anche ai disabili, in ogni sua parte, compresa la torre di controllo. Tante rampe e scivoli, ma neppure un gradino. A 250 metri dalla costa, raggiungibili attraverso i due pontili (uno carrabile e uno ciclopedonale), sorgeranno gli edifici, «pochi» - spiegano il geologo Caniparoli e Marco Luccetti, vicepresidente della società. Un albergo con 20 camere, un centro benessere, una piscina con acqua salata, un bar, lo yachting club e l'area destinata alla Capitaneria. La strada carrabile, prolungamento di viale Zaccagna, condurrà direttamente alla zona travel lift per il varo delle imbarcazioni. Il pontile pedonale partirà da viale da Verrazzano che sarà completamente recuperato con tanto di area spettacoli all'aperto. L'entrata al porto è prevista lato Massa, vicina alla fascia destinata ad eliporto, dove "alloggeranno" le imbarcazioni più grandi (fino a 50 metri di lunghezza). Neanche un cantiere. La scelta è chiara: sull'atollo non devono esserci attività industriali. I cantieri di riferimento, per la costruzione e la manutenzione, saranno, quindi, quelli già esistenti. «Perché - spiegano i soci della porto turistico apuano - lo scopo è riqualificare e preservare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
