Il dolore
Lavori infiniti. Ennesima modifica della convenzione per permettere di completare le opere
Ex Montecatini, ultimatum
Massimo Braglia
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Il No installato dallartista Santiago Sierra per la Biennale Lavori entro l'anno o il Comune incassa la fidejussione
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CARRARA. Forse questa volta ci siamo davvero. Per il complesso della ex Montecatini, di cui più volte in questi anni si è annunciata l'apertura, la giunta ha fissato - ci sia consentito il bisticcio - l'ultimo ultimatum. Per farla breve: o entro il 31 dicembre la società La Rosa completa le opere concordate nella convenzione (compreso il capolinea degli autobus lato via Don Minzoni), o il Comune si rivarrà sulla fidejussione. Nella chilometrica delibera, la giunta ricostruisce un po' tutta l'annosa telenovela che, nel suo ultimo capitale, risale all'ormai lontano luglio 2005; in piena estate fu siglata fra le parti - amministrazione comunale e La Rosa - una convenzione con cui i costruttori si impegnavano a realizzare una serie di opere a mettere al servizio della città, compresi i famosi parcheggi che andranno in convenzione nel piano della sosta. Già a febbraio del 2009 vi era stato un primo atto di giunta, con il quale si dava atto che occorreva mettere dei correttivi sui tempi prefissati dalla convenzione, e si approvava quindi una prima modifica alla convenzione. E, successivamente, a luglio del 2009, ulteriore modifica, perché venivano cambiati degli elaborati grafici della delibera precedente. Finita? Nemmeno per idea. Nuova convenzione l'11 marzo 2009 (quindi quattro anni dopo quella precedente, con ulteriore modifica ad agosto), e l'11 novembre dell'anno scorso, scadeva il termine fissato dal permesso di costruire rilasciato nel maggio sempre dell'anno scorso per l'ultimazione dei lavori delle opere pubbliche. Roba da mal di testa, ma siamo quasi in fondo. Il 12 agosto scorso sono scaduti i sei medi di proroga per completare e adeguare le opere. E qui arriviamo al punto: fra le tante comunicazioni intercorse fra Comune e La Rosa, è comparsa anche una frase probabilmente decisiva, e cioé che in caso di inadempimento avrebbe esercitato l'azione di regresso, andando - come si dice in termine tecnico - "escutere" (in sostanza, a mettere all'incasso) la polizza fidejussoria presentata a garanzia dell'esecuzione delle opere. Il 10 luglio l'ingegner Cesare Marchetti del settore opere ha effettuato un primo sopralluogo; poi, ne ha fatto un secondo il 26 agosto e il 30 agosto ha preparato una relazione nella quale ha spiegato di aver fatto una verifica, in contraddittorio con la proprietà, in merito al completamento e alla regolare esecuzione delle opere di urbanizzazione oggetto della convenzione. Com'era evidente, dalla verifica era emerso che le opere di urbanizzazione stabilite non erano state completate, ma che insomma, tutto sommato, un certo impulso era stato dato alle attività di cantiere, anche in relazione al capolinea degli autobus. Due le ipotesi che la giunta ha preso in considerazione: incassare la fidejussione, ma la circostanza avrebbe comportato dei tempi tecnici non brevi e comunque, per completare le opere non fatte dalla Immobiliare La Rosa, avrebbe dovuto indire una gara ad evidenza pubblica. Oppure - ed è stata poi la decisione adottata - dare altro tempo: e allora, sotto con l'ennesima modifica della convenzione, proroga pronta, e inserita la frase: «termine ultimo per il completamento delle opere il 31/12/2010». Letto, approvato e sottoscritto. E intanto, il "No" installato da Santiago Sierra per il suo "No global tour" nell'ambito della Biennale, è ancora lì; monito a una globalizzazione che per la ex-Montecatini è semmai una "italianizzazione": della serie, quando i lavori sono infiniti.
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