Finanza
Debiti maxi verso enti e coop
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Il direttore sanitario Macuzzi Dall'Aias alla Di Vittorio, oltre 20 milioni da pagare
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MASSA. Il segnale più evidente che all'Asl qualcosa non andava? I ritardi nei pagamenti dell'«indotto» della sanità: cooperative di servizi, case di cura e di riposo convenzionate, ma anche negozi di presidi sanitari e aziende di distribuzione farmaceutica. Tutti in attesa del saldo delle fatture per le prestazioni fornite. Da mesi e mesi. E in qualche caso da oltre un anno. Nonostante che l'Asl avesse sottoscritto, nel luglio scorso, un protocollo che fissa in 90 giorni il termine massimo per il pagamento delle fatture. Le cooperative di servizi come Compass, Di Vittorio, La Villa ecc. - ad esempio - devono avere circa 6,5 milioni di euro. Altri 7 milioni di euro sono i crediti vantati da Aias, Anfass Don Gnocchi. E poi la casa di riposo Ascoli, le società dei servizi logistici (almeno altri 4-5 milioni). Una situazione che ha messo in allarme i sindacati e poi anche la politica. «Ci sono situazioni pesanti - hanno sostenuto più volte Cgil, Cisl e Uil - fornitori che aspettano di essere pagati dall'agosto 2009. Siamo preoccupati di questa situazione che la manovra finanziaria del governo sicuramente aggraverà nei prossimi mesi. E che mette in pericolo centinaia di posti di lavoro nelel strutture convenzionate». Un allarme ripreso ancora più recentemente da Jacopo Ferri (Pdl) con una interpellanza in Regione per chiedere conto di questi ritardi nei pagamenti.
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