Il Tirreno

Bilancio ko, Asl commissariata

Bilancio ko, Asl commissariata

Delvino e il suo staff rimossi, è la prima volta in Toscana

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA. Terremoto al vertice della sanità apuana. La Regione commissaria l'Asl 1 di Massa Carrara con un provvedimento senza precedenti nella Toscana della "sanità modello per l'intero paese". Il direttore generale Antonio Delvino e il suo staff: il direttore amministrativo Ermanno Giannetti, quello sanitario Andrea Macuzzi e la direttrice dei servizi sociali Raffaella Barbieri si sono dimessi ieri al termine di una convulsa giornata. «Incongruenze contabili» tali da indurre la Regione a non approvare il bilanci 2009 dell'Azienda sanitaria locale: questa la motivazione che ha portato al clamoroso provvedimento, firmato ieri sera dal presidente della Regione Enrico Rossi.  A scoprire le magagne nei conti dell'Azienda sanitaria di Massa Carrara sono stati i revisori del pool indipendente che, per conto della Regione, certifica i bilanci delle Asl, sottoponendoli ad attente verifiche.  Magagne che, evidentemente, non erano state rilevate né dall'azienda stessa, né dal collegio sindacale e neanche dalla Conferenza dei sindaci, che avevano tutti approvato il bilancio 2009 (la Conferenza dei sindaci lo aveva fatto, all'unanimità, l'11 giugno scorso).  «Il processo di certificazione dei bilanci che ormai in Toscana è prassi abituale - dice il presidente Enrico Rossi - favorisce l'emersione di incongruenze. Siamo attenti e rigorosi nei controlli e intercettiamo i problemi, anche quelli di natura più difficile e complessa. Grazie anche al processo di certificazione, in atto anche per l'Asl di Massa e Carrara e già concluso per lo stato patrimoniale, è stato possibile rilevare incongruità contabili nel bilancio dell'azienda sanitaria apuana».  In altre parole: il bilancio non è passato all'esame della certificazione e la Regione, rilevate queste incongruità contabili, ha chiesto al direttore amministrativo dell'Asl Ermanno Giannetti, la documentazione necessaria a giustificarle. La documentazione fornita, però, non è stata ritenuta sufficiente e, a questo punto, la Regione ha dichiarato di non poter approvare il bilancio.  Scatenando la bufera. Il direttore amministrativo ha presentato le sue dimissioni al direttore generale Vito Antonio Delvino. A sua volta, Delvino, preso atto della situazione, ha revocato in autotutela il bilancio e - con una lettera inviata all'assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia - ha rassegnato le sue dimissioni. «Allo scopo - ha scritto - di consentire alla Regione di operare nel modo più rapido e trasparente alla verifica dell'incongruità, per il raggiungimento del prioritario interesse pubblico».  A cascata, nel corso della giornata, sono arrivate le dimissioni del direttore sanitario Andrea Macuzzi e della direttrice dei Servizi sociali Raffaella Barbieri.  Ma a cosa si riferiscono le «incongruenze contabili» riscontrate nel bilancio? Errori di carattere "tecnico" come imputazione di spese a un capitolo piuttosto che a un altro, dice qualcuno. Un vero e proprio "buco" di bilancio generato da spese eccessive e fuori controllo, che ha sua volta ha causato i ritardi nel pagamento dei fornitori e delle strutture convenzionate, sostengono altri. Di sicuro, lo certifica questo provvedimento, la più grande impresa della provincia - 3mila dipendenti, 300 milioni di euro di "fatturato" - non è stata gestita in modo oculato. E così i suoi manager vanno a casa, dimettendosi un minuto prima di essere dimissionati. Claudio Figaia ALTRO SERVIZIO A PAG. 13

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa