Il Tirreno

Abusi edilizi, tutti assolti

Fabrizio Palagi
Mario Bezzi e sopra la nuova ala del Cabrini
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Mario Bezzi e sopra la nuova ala del Cabrini

Il giudice ha ritenuto legittima la sanatoria di 87mila euro

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 PONTREMOLI. Processo per gli abusi edilizi al Pensionato Cabrini, tutti assolti.  Con la sentenza emessa dal giudice, dottoressa Antonia Eracri, si è così conclusa la vicenda iniziata a fine estate 2008 per degli abusi edilizi nella nuova ala del Pensionato.  Alla sbarra finirone in tre: Mario Bezzi, amministratore delegato della casa di riposo Madre Teresa Cabrini, il progettista Corrado Poli e il responsabile del cantiere, Doriano Pasquotti, rispettivamente difesi dagli avvocati Filippo Coppelli, Paolo Fraschini e Roberto Magnavacca.  Il giudice ha di fatto ritenuta legittima e regolare la procedura amministrativa per la sanatoria attivata dall'amministrazione del Pensionato Cabrini e, ascoltato il geometra del Comune, Franca Armanini, ha emesso sentenza assolutoria nei confronti degli imputati, ritenendo di non doversi procedere.  Comunque la difesa del Pensionato Cabrini e quindi di Mario Bezzi, annuncia che, a oggi, permane innanzi al Tar della Toscana il ricorso in merito alla quantificazione dell'importo della sanatoria «ritenendo che la stessa sia stata calcolata in eccesso su presupposti illegittimi».  Soddisfazione, dunque, espressa in tono moderato dallo stesso Mario Bezzi, dopo oltre due anni di attesa.  Ripercorriamo le tappe della vicenda.  Nel settembre del 2008 la nuova ala del Pensionato venne messa sotto sequestro a causa dell'avviso di garanzia firmato dal pm Federico Manotti nei confronti di Mario Bezzi, amministratore delegato dalla struttura per anziani.  Abusi edilizi, il reato ipotizzato dalla Procura, relativi al nuovo fabbricato, precisamente la zona del pianterreno della prima delle due nuove ali.  Si trattava di una variante al progetto, di circa 1.300 metri quadrati, relativa al piano terra della prima ala del nuovo Cabrini.  Dopo la scoperta degli abusi, la proprietà, tramite l'architetto Corrado Poli, aveva presentato richiesta di sanatoria.  Una vicenda, quella della casa di riposo Cabrini, venuta alla luce dopo che i vigili urbani avevano ispezionato la nuova ala in costruzione al pensionato, denunciando poi i fatti alla Procura. Nel sopralluogo fatto dagli uomini della comandante Sara Tedeschi il 17 giugno 2008, venne scoperto un aumento della superficie utile al piano terra di circa 1300 metri quadrati, il diverso posizionamento del fabbricato rispetto a quanto in progetto; mancata demolizione di un fabbricato; modifica altezza di 15 centimetri nei piani 1, 2 e 3 (in tutto la nuova ala ha tre piani); mancata relazione tecnica articolo 28 della legge 10/1991 (in questo caso non si trattò di un abuso edilizio, ma semplicemente di una perizia tecnica legata agli impianti termici).  Il sindaco Franco Gussoni, allora appena rientrato da un breve periodo di vacanze, non seppe dire se i lavori erano stati bloccati del tutto oppure se parte di essi era in seguito proseguita.  In seguito, la sanatoria da 87mila euro pagata dall'amministrazione del Cabrini, almeno secondo la difesa, avrebbe potuto mettere fine alla vicenda. Così come è poi avvenuto.

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