Il Tirreno

«Una sola azienda per i rifiuti»

Carlo Paolini presidente dell’Amia
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Carlo Paolini presidente dell’Amia

Paolini chiede la fusione Carmec, Amia, Asmiu. E attacca Ofretti

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 MASSA. «I sindaci di Massa e Carrara con la nomina, avvenuta l'estate scorsa, del nuovo consiglio di amministrazione di Cermec, hanno fatto un atto importante di cui si cominciano a vedere gli effetti positivi: si comincia a portare in chiaro i conti dell' azienda pubblica, che sono molto preoccupanti. Io ritengo che di fronte a questa situazione, si dovrebbe fare di necessità virtù. I Comuni non possono ignorare l'enorme debito accumulato dal Cermec e dovranno pensare alla loro copertura ma nello stesso tempo dovrebbero mettersi in moto far nascere un'azienda unica che riunisca insieme Asmiu, Amia e Cermec, per gestire il ciclo dei rifiuti su basi nuove».  Carlo Paolini, presidente dell'Asmiu (e segretario di Sinistra ecologia e Libertà) interviene così sulla questione dei rifiuti. Rilanciando la proposta di un gestore unico del ciclo della spazzatura che è, anche, un punto del programma elettorale dell'amministrazione Pucci, che viene sostenuta da più parti (il sindaco di Montignoso Federico Binaglia e la Cgil, ad esempio battono da tempo su questo tasto), ma che è rimasta - finora - solo sulla carta.  Anche perchè la frammentazione delle aziende che si occupano dei rifiuti - dice ancora Paolini - è una delle cause principali per cui la provincia di Massa-Carrara nelle statistiche regionali è agli ultimi posti per la raccolta differenziata: «Manca una politica provinciale dei rifiuti. Ogni realtà si muove per conto proprio e questo rallenta la crescita della raccolta differenziata».  In questo quadro, Massa non brilla certo per le sue performance: è al 29,3% nella differenziata, ben lontana dalla soglia del 45% prevista dalla Regione e che evita la "eco-tassa" sullo smaltimento. «Va detto in proposito - sostiene il presidente di Asmiu - che, in un anno, Massa ha aumentato di due punti dal 27,3 al 29,3% il quantitativo di raccolta differenziata. È il segno che l'Asmiu ha sviluppato un maggior impegno nella raccolta. Ovviamente questo risultato non ci consola perché non basta migliorare qualche punto ma occorre un salto di qualità che può essere fatto solo se si sviluppa la raccolta porta a porta e non la raccolta stradale coi cassonetti e le campane. È evidente dai dati pubblicati di recente, che i Comuni che hanno la raccolta differenziata più alta sono quelli che fanno il porta a porta».  E qui si innesta, di nuovo, la polemica con l'assessore all'Ambiente Andrea Ofretti che sembra sostenere altre strategie per aumentare la differenziata. Come le isole ecologiche "intelligenti" e controllate. «Il porta a porta - replica Paolini - è uno dei punti qualificanti del programma dell amministrazione Pucci e dubito che l'assessore Ofretti possa modificare da solo il programma col quale ci siamo presentati ai cittadini. È evidente, però, che c è chi nell'amministrazione rema contro il porta a porta e propone modelli che nessuno ha discusso e valutato. Credo che il sindaco e la maggioranza nel suo insieme avendo affrontato e impostato correttamente altre priorità, adesso dovranno decidere come affrontare il problema dei rifiuti nel nostro territorio perché stiamo spendendo troppo. Personalmente ritengo, sulla base dell' esperienza fatta nel quartiere di Romagnano, che sia possibile estendere la raccolta porta a porta a gran parte della città con risultati soddisfacenti. E per questa soluzione mi batterò».

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