Sicurezza
Marina. Meno bagnanti rispetto al 2009, mentre si avvicina lincubo dellasta sulle concessioni
Turisti in calo nei bagni
Sonia Caleo
Il 15 tutti a Rimini contro la direttiva Bolkestein
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. Ha lasciato un po' di amaro in bocca, agli operatori balneari di Marina, l'estate 2010. Colpa della pioggia, della crisi, precisamente non si sa, ma hanno accusato un calo di bagnanti rispetto all'anno passato. Ormai l'estate è finita e adesso devono pensare al futuro che, ultimamente, per i bagni marinelli è molto incerto. Si va verso il 2015, anno fatidico della prevista messa in vendita delle concessioni del demanio marittimo, e i balneari, già in fibrillazione sanno che rischiano di perdere tutto quello che hanno costruito in tanti anni. E così, dopo una stagione non brillantissima (turisti sì, ma poteva andare meglio) ora che lettini e ombrelloni sono stati riposti, scatta la controffensiva dei balneari di Marina. Che cominciano già a pensare a come sarà non solo la prossima stagione balneare, ma come saranno gli anni a venire, mentre si avvicinerà l'asta delle "loro" spiagge. Lo Stato, le Regioni e i sindacati dei balneari hanno ancora solo cinque anni di tempo, infatti, per capire come affrontare il problema delle vendite delle aree demaniali e, nel frattempo, i balneari della zona sono bloccati: nel senso che l'idea di fare investimenti per i propri stabilimenti, rinnovi o ristrutturazioni, potrebbe tradursi in un'operazione economicamente poco conveniente, se destinata, in tempi brevi ad andare perduta. Così la categoria locale - - associazione stabilimenti balneari e associazione imprenditori balneari - stanno studiando proprio in questi giorni i piani e le offerte da fare, per non perdere quelle strisce di spiaggia che ognuno degli associati gestisce da tempo. «Il 15 ottobre prossimo avremo un incontro a Rimini per parlare di alcune proposte». Questa è la dichiarazione di Sandro Telara, titolare dell'omonimo bagno e presidente dell'Associazione stabilimenti balneari marinella, che di commentare l'estate appena finita non ne ha più voglia, e preferisce concentrare l'attenzione sul problema attuale. Ed è proprio nella nota località balneare romagnola che nei prossimi giorni si svolgerà una fiera per i professionisti del settore, che rappresenta anche un'ottima occasione d'incontro per tutti i sindacati della categoria del territorio nazionale: «Con l'incontro a Rimini speriamo di arrivare a sviluppare un piano d'azione unitario tra tutti i sindacati balneari italiani - spiega Marco Pardi, presidente dell'associazione imprenditori balneari e proprietario del bagno Firenze - Speriamo di arrivare a delle idee comuni da poter presentare poi allo Stato e alle Regioni». Insomma, si fanno piani di battaglia. E mentre lottano per non perdere quello che ritengono ormai loro, nonostante si trovi su suolo pubblico, i titolari dei bagni non possono fare a meno di considerare l'estate appena finita, come una delle peggiori degli ultimi anni: «Quest'anno ho registrato il 35% di incassi in meno - spiega il dottor Andrea Biso, titolare del bagno Mistral - Ma non perché mancasse la gente. Le famiglie si sono unite tra di loro e hanno preso ombrelloni e cabine di gruppo». E al di là dei bagnanti al risparmio, che affittano in comunità, a giocare contro i balneari c'è stato anche il mal tempo. «Anche se ho aperto il 24 aprile - prosegue Biso - avrò lavorato intensamente solo due mesi. Colpa della pioggia che ha portato anche a un calo di prenotazioni nel mio Bed and Breakfast». E non è andata alla grande nemmeno per la maggior parte dei bar e dei ristoranti sulla spiaggia: «Non c'è stata molta soddisfazione, soprattutto per quanto riguarda i ristoratori - spiega Marco Pardi - sono loro che hanno accusato principalmente il calo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
