Il dolore
Il commiato di Enrico Tassi: domani lascia la squadra Mobile di Massa per andare a guidare quella di Parma
«Tre anni intensi e ricchi di soddisfazioni»
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Enrico Tassi, capo della squadra mobile di Massa dal gennaio del 2007 domani lascerà la provincia apuana per andare a guidare la squadra mobile di Parma: tra le sue indagini più importanti larresto del direttore del carcere Salvatore Iodice 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «L'indagine più difficile è stata quella sull'appaltopoli che ha portato all'arresto del direttore del carcere Salvatore Iodice». Sorride soddisfatto Enrico Tassi, capo della squadra mobile di Massa-Carrara per più di tre anni e vicinissimo all'addio. Da domani guiderà la squadra mobile di Parma. Passa da una quindicina di uomini a trenta: «Si possono fare più cose, ma qui ho toccato con mano una professionalità assoluta. Basta pensare all'inchiesta Total Arno. Io ero arrivato da poco e ho visto una collaborazione tra polizia e carabinieri da guinnes dei primati». Lascia con la fama di acchiappa rapinatori. Da quando è arrivato lei banche, supermercati e uffici postali non sono più stati toccati. «Sono stato per anni nella sezione antirapine della questura di Bologna, ho una certa esperienza. Ma sarebbe ingiusto parlare soltanto di me. Abbiamo una scientifica davvero competente. E infatti l'unica rapina senza un colpevole è stata fatta in piazza Aranci: uomo con il casco e i guanti. Non ha lasciato impronte e non è stato neppure intercettato da altre telecamere. Abbiamo guardato anche i filmati ripresi dai caselli. Niente. Lui l'ha fatta franca. Per il resto tutti dentro: basta una traccia per trovare il malvivente». Resta qualche inchiesta in sospeso che le sarebbe piaciuto portare a termine? «Devo dire di no. Nell'ultimo anno siamo stati impegnati nell'appaltopoli che ha portato all'arresto di Iodice. Ci siamo concentrati soltanto su quello, poi abbiamo portato a termine l'ordinaria amministrazione. Ma più o meno il mio successore non si troverà grossi grattacapi da risolvere. O almeno quelli che gli arriveranno non li erediterà da me». A proposito: chi prenderà il suo posto? «Soluzione interna, credo. Ma di più non posso dire perché di più non so». Certo che per uno di Modena andare a Parma è un po' come tornare a casa... «Beh, questo sì. Sono contento ma non sono felice. La squadra mobile di Parma ha una trentina di uomini, qui non arrivavamo a venti. Non sarà semplice. Qui lascio tanti amici, che non hanno niente a che fare con le forze dell'ordine né con la procura. Ma Massa resterà una tappa obbligata delle mie vacanze al mare. Non mi posso staccare da persone che mi hanno trattato come uno di loro».
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