Il Tirreno

Marmo, Lorenzoni: «Ogni accordo sempre a rischio»

Maurizio Lorenzoni
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Maurizio Lorenzoni

L'imprenditore: la categoria non è coesa, le associazioni non rappresentano tutti

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 CARRARA. Primo contatto, davanti alle telecamere di Ttn (durante la trasmissione "Star Trek"), per Comune e industriali in vista del tavolo del marmo che - come chiesto dal sindaco e dalla maggioranza - dovrà rimodulare anche le tariffe.  Maurizio Lorenzoni (nella foto) ex consigliere comunale e imprenditore del lapideo, ha ammeso: «Entrambe le parti sono deboli. Il Comune per motivi noti, il mondo imprenditoriale per la non completa rappresentatività delle associazioni di categoria, spesso non coese e talvolta costrette a rincorrere le esigenze delle singole imprese». Per questo, secondo Lorenzoni, «Un accordo con il Comune è possibile ma una soluzione del problema meno perchè, una volta siglato il patto, singole aziende potrebbero portare avanti la loro battaglia autonomamente». Circostanza che, come noto, è già avvenuta anche dopo il precedente accordo.  Poi, ecco la proposta dell'industriale: «C'è una contraddizione nel regolamento degli agri marmiferi: da un lato si stabilisce che il canone di concessione deve basarsi sui valori reali di mercato, dall'altro si introduce in alcune circostanze l'onere di vendere il bene al costo di produzione. E allora: perchè il criterio per la tassazione non potrebbe essere il costo di produzione?». Il direttore generale del Comune, Marco Tonelli ha invece affermato di essere «ottimista per l'esito della trattativa ma se non dovesse esserci accordo il Comune sarà tenuto ad applicare il regolamento e quindi e quindi fare una valutazione sul valore di mercato cava per cava».  Al tributarista Marco Tognarini che contestava «la scarsa trasparenza con cui vengono spesi i proventi del lapideo visto che solo il 40% sono destinati alla strada dei marmi», Tonelli ha risposto: «Il Comune deve sostenere anche altre spese per il lapideo, come 500mila euro di pensione del marmo, 300 mila di soccorso cave e poi l'impianto di lavaggio dei camion e la pulizia delle strade». E ritengo sia gusto che la cittadinanza verga risarcita, dei 700 camion e oltre al giorno, con risorse messe a disposizione dei servizi sociali ed educativi». E Nicola Marchetti: «La sinistra carrarese ha permesso al Comune di tornare in possesso delle cave. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a trovare un accordo al tavolo ma siamo pronti anche al conflitto».

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